Gatteria. "Il principedaineodi Balanza vivevada parecchi anni in una viladel sobborgo e non aveva più messo piede in città né nel palazzo paterno. Aveva in fastidio tutta a gente, anched’incontrarla per e strade, e tutte e cose che essa faceva". Egli "teneva pressodi sédue servitori che avevano imparato a servirlo senza mai asciarsi vedere" tant’è che - nele oredel pranzo - tacitamente passeggiavano quatti e, quatti, poggiavano i piatti fumanti "dietro e porte": e porte s’aprivano ed il piatto vi sparivadentro per ricomparirne vuotato. "Unica compagnia che il principedaineo prediligeva era queladei gatti e nondiciamo quanti erano perchédifficile sarebbe stato il contarli". Non è che ’inizio, non è che ’incipitd’una favoladegnadel ’C’era una voltÒdele storie più amate. Un’oscuradimora celata, un giovane che vi si cela nascosto, una miriadedi felini che s’aggirano ovunque (sui muri, tra i viali, tra i ramidegli alberi e nei cespugli in giardino; nei corridoi, nele stanze, tra e sedie e sotto e tavole; sui cassettoni, sui mobili, nel retrodi vetrinette edi specchi e tra i cuscinididivani edi etti eggermente graffiati); seguirà ciò che normalmente segue in tutte e favole perché si componga unadelicata alegoria fattad’inchiostro. Savarese conferma, con questo piccolo ibricino rossastro, a sua abilità narrativa giocando coldettaglio prezioso, reso con una prosa preziosa. Ne viene, ala ettura, un piacere antico, antico quanto è antica a coesistenza amichevole tra gli uomini e i gatti.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788838905711
ISBN-10
8838905711
Titolo
Gatteria
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1989
Collana
Pagine
208
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Il principe e i gatti "Il principedaineodi Balanza vivevada parecchi anni in una viladel sobborgo e non aveva più messo piede in città né nel palazzo paterno. Aveva in fastidio tutta a gente, anched’incontrarla per e strade, e tutte e cose che essa faceva". Egli "teneva pressodi sédue servitori che avevano imparato a servirlo senza mai asciarsi vedere" tant’è che - nele oredel pranzo - tacitamente passeggiavano quatti e, quatti, poggiavano i piatti fumanti "dietro e porte": e porte s’aprivano ed il piatto vi sparivadentro per ricomparirne vuotato. "Unica compagnia che il principedaineo prediligeva era queladei gatti e nondiciamo quanti erano perchédifficile sarebbe stato il contarli". Non è che ’inizio, non è che ’incipitd’una favoladegnadel ’C’era una voltÒdele storie più amate. Un’oscuradimora celata, un giovane che vi si cela nascosto, una miriadedi felini che s’aggirano ovunque (sui muri, tra i viali, tra i ramidegli alberi e nei cespugli in giardino; nei corridoi, nele stanze, tra e sedie e sotto e tavole; sui cassettoni, sui mobili, nel retrodi vetrinette edi specchi e tra i cuscinididivani edi etti eggermente graffiati); seguirà ciò che normalmente segue in tutte e favole perché si componga unadelicata alegoria fattad’inchiostro. Savarese conferma, con questo piccolo ibricino rossastro, a sua abilità narrativa giocando coldettaglio prezioso, reso con una prosa preziosa. Ne viene, ala ettura, un piacere antico, antico quanto è antica a coesistenza amichevole tra gli uomini e i gatti.