Una maschera di velluto nero nasconde il volto dell'Armeno mentre osserva il principe di Curlandia smarrirsi tra le calli di Venezia.
Il principe, erede al trono protestante, cade preda di una società segreta intenzionata a corromperne lo spirito tramite raggiri e rituali occulti per ottenerne la conversione forzata al cattolicesimo.
Il Marchese di Civitella trascina il nobile in notti di stravizi, mentre l'enigmatico Biondello tesse una ragnatela di silenzi che avvolge ogni mossa del suo protetto. L'aria umida della laguna trasporta voci di antiche congiure e il peso di una fede che scricchiola sotto il peso di illusioni studiate.
La trappola si chiude.
Un'intricata trama di corruzione veneziana mira a svuotare il prestigio del trono curlandese, sostituendo la rettitudine del sovrano con il vuoto di una morale distrutta. Tra i riflessi oscuri dei canali, la dama Greca osserva i passi del principe, manipolando le sue percezioni in questo intreccio di sette occulte orchestrato con spietata precisione. La realtà diviene un palcoscenico dove ogni gesto appare orchestrato da mani invisibili, condannando l'erede a una metamorfosi che non permette il ritorno.
Un'ultima risata risuona nel buio del palazzo, mentre il principe contempla il riflesso di un uomo che non riconosce più.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa settecentesca mitteleuropea.
✔ Chi apprezza le cronache letterarie dell'oscurantismo.
Perché è diverso
Il testo analizza il declino morale dell'individuo attraverso la lente del gotico storico, fondendo il rigore dell'indagine psicologica con la rappresentazione di una Venezia spettrale. La natura incompiuta dell'opera amplifica il senso di smarrimento del protagonista, rendendo il confine tra artificio e destino una costante inquietante.
Dettagli Bibliografici
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