Il bisturi di Fridolin scivola via tra i drappeggi di una sala da ballo gremita di maschere, dove ogni volto è un enigma senza nome.
Un medico della borghesia viennese intraprende un'odissea notturna attraverso i sobborghi e le ville private della città, cercando un tradimento che sfugge costantemente al suo controllo.
Le strade di Vienna si trasformano in un labirinto di pulsioni inespresse dopo che il dottor Fridolin ha incrinato l'equilibrio del suo matrimonio con una confessione inattesa. La ricerca si incaglia in una serie di incontri grotteschi, tra la figlia in lutto di un paziente e la giovane protetta di un affitta-costumi, in un susseguirsi di desideri che si spengono prima del compimento.
L'occasione scivola via.
In una villa isolata, tra figure avvolte nel mistero, il medico partecipa a un rito di maschere dove il confine tra il possesso e la minaccia si assottiglia fino a svanire in una festa in maschera dal retrogusto proibito. La realtà sembra sgretolarsi quando la moglie narra un sogno che rispecchia perfettamente le sue pulsioni inespresse, portando Fridolin a confrontarsi con una traiettoria onirica tra le strade di Vienna dove la verità è soltanto un simulacro che svanisce alla luce dell'alba.
La maschera gettata sul cuscino accanto al letto rivela, nel silenzio dell'aurora, l'impossibilità di distinguere tra la colpa commessa e quella solo desiderata.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa modernista europea.
✔ Appassionati di introspezione psicologica viennese.
Perché è diverso
Il testo scardina la struttura lineare del racconto borghese trasformando ogni interazione in una proiezione del subconscio, dove l'identità del protagonista viene erosa dalla continua sovrapposizione tra veglia e dimensione onirica. La narrazione non si concentra sulla condotta morale, ma sulla dissoluzione dei legami coniugali attraverso la tensione costante tra il desiderio represso e la sua grottesca realizzazione simulata.
Dettagli Bibliografici
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