L’odore di zuppa e cipolle soffritte impregna le pareti di legno del ristorante Praga, dove ogni cameriera spera invano di scambiare il grembiule con un anello nuziale.
Il cinquantenne Sender Prager, noto libertino di Varsavia, tenta di placare il proprio rimorso religioso sposando la giovane Edye Barenbaum, figlia di una devota famiglia hassidica.
Il locale brulica di avventori ignari delle trame domestiche del padrone, mentre le dipendenti continuano a servire piatti caldi con occhi umidi di amarezza.
Il piano fallisce.
La scelta di Edye, presentata come sposa irreprensibile, si trasforma ben presto in una condanna che scardina la solida routine del ristoratore, portandolo a confrontarsi con i precetti morali che aveva sempre ignorato.
Sender si ritrova intrappolato tra le pareti domestiche che lui stesso ha voluto, scoprendo che la vita matrimoniale nel quartiere ebraico di Varsavia riserva epiloghi ben più taglienti di una semplice solitudine da scapolo. La sua natura inquieta si scontra con l'inflessibile tradizione delle famiglie hassidiche polacche, innescando una successione di eventi ironici che espongono la vanità dei suoi precedenti stratagemmi sentimentali sotto la luce impietosa della sorte.
L’ironia divina si abbatte sull’ex sciupafemmine, trasformando la sua ostinata ricerca di redenzione nel riflesso beffardo di un'esistenza inaspettatamente capovolta.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa yiddish del primo Novecento.
✔ Appassionati di letteratura urbana ambientata in Polonia.
Perché è diverso
Il racconto esplora la caduta dell'individuo attraverso una struttura che ribalta la satira sociale, concentrandosi sul conflitto tra il libertinaggio personale e il rigore religioso. L'ambientazione storica non funge da mero sfondo, ma definisce le coordinate morali in cui ogni scelta del protagonista viene analizzata con uno humour caustico e privo di assoluzioni.
Dettagli Bibliografici
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