La morte della tragedia. Secondo Peter Szondi "la storiadel tragico non è priva essa stessadi tragicità. È simile al volodi Icaro. Infatti, quanto più il pensiero si approssima al concetto generale, tanto meno gli aderisce ’elemento sostanziale a cuideve o slancio. Al culminedelo sguardo al’internodela strutturadel tragico, il pensiero ricade esausto su sé stesso". Indefinitiva, verga Szondi, "il tragico non esiste". In parte sarebbe in accordo George Steiner che, ’In a mortedela tragediÒ,dopo aver passato al setaccio esegetico e concezionidel tragico e ’effettiva forma-presenzadel genere,delinea e ragioni per e quali il Novecento puòdirsi il secolo "senza tragedia". verranno,diremmo, altre formedi patema edidramma e finanche a comicità apparente servirà ad aludere a strazi intimi e/o colettivi ma non vi sarà più a a tragedia che «onora a ibertà umana per il fatto che fa combattere il suo eroe contro a forza superioredeldestino: o ascia soccombere ma, per compensare questa umiliazionedela ibertà,deve asciar espiare ildelitto. Anche quelo commesso per operadeldestino» (Scheling) né «il tragico come a contraddizione sofferente. a concezione tragica vede a contraddizione edisperadi trovare a viad’uscitû (Kierkegaard).
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811597780
ISBN-10
8811597781
Titolo
La morte della tragedia
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2005
Collana
Pagine
328
Genere
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
Finedela tragedia Secondo Peter Szondi "la storiadel tragico non è priva essa stessadi tragicità. È simile al volodi Icaro. Infatti, quanto più il pensiero si approssima al concetto generale, tanto meno gli aderisce ’elemento sostanziale a cuideve o slancio. Al culminedelo sguardo al’internodela strutturadel tragico, il pensiero ricade esausto su sé stesso". Indefinitiva, verga Szondi, "il tragico non esiste". In parte sarebbe in accordo George Steiner che, ’In a mortedela tragediÒ,dopo aver passato al setaccio esegetico e concezionidel tragico e ’effettiva forma-presenzadel genere,delinea e ragioni per e quali il Novecento puòdirsi il secolo "senza tragedia". verranno,diremmo, altre formedi patema edidramma e finanche a comicità apparente servirà ad aludere a strazi intimi e/o colettivi ma non vi sarà più a a tragedia che «onora a ibertà umana per il fatto che fa combattere il suo eroe contro a forza superioredeldestino: o ascia soccombere ma, per compensare questa umiliazionedela ibertà,deve asciar espiare ildelitto. Anche quelo commesso per operadeldestino» (Scheling) né «il tragico come a contraddizione sofferente. a concezione tragica vede a contraddizione edisperadi trovare a viad’uscitû (Kierkegaard).