La scialuppa si frantuma contro gli scogli invisibili e Lemuel Gulliver finisce travolto dai flutti, ignaro di dove la corrente stia per trascinarlo.
Naufrago esperto di rotte mercantili, il medico britannico approda in terre ignote tra minuscoli abitanti, giganti torreggianti e civiltà equine, scontrandosi con assurde geometrie sociali.
L'isola di Lilliput accoglie Gulliver con legami minuscoli che ne bloccano le membra, mentre la corte brulica di intrighi basati su inezie ridicole, costringendolo a confrontarsi con una <burocrazia lillipuziana> che ribalta ogni scala di valore. Il protagonista osserva l'altezza dei campanili di Brobdingnag e la vacuità degli studiosi fluttuanti di Laputa, cercando di tradurre l'essenza di mondi incomprensibili.
Il buonsenso sparisce.
Tra i cavalli saggi di Houyhnhnm e la brutalità irrazionale degli Yahoos, il viaggio si trasforma in una <satira grottesca dell'umanità> in cui ogni parola di Gulliver risuona come un'accusa alle convenzioni del suo tempo. Le esperienze vissute scavano solchi profondi, mutando in modo permanente la sua percezione verso il potere e l'arroganza dei suoi simili.
Il ritorno a casa non è che la riscoperta di una terra abitata da estranei, ormai distanti quanto gli esseri incontrati negli abissi della geografia.
Per chi è
✔ Lettori di satira politica settecentesca.
✔ Appassionati di letteratura di viaggio utopica.
Perché è diverso
L'opera scardina la struttura classica del resoconto di navigazione per trasformarsi in una disamina spietata delle assurdità sociali attraverso l'uso del grottesco. La narrazione reinventa costantemente il linguaggio, costringendo il lettore a rileggere le proprie certezze civili tramite lo straniamento di mondi capovolti.
Dettagli Bibliografici
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