Una caduta da 8 metri trasforma la convalescenza in una spedizione attraverso la Francia selvaggia, lontano dalle rotte tracciate.
Sylvain Tesson attraversa il territorio francese, dalla Provenza alla Normandia, seguendo i cosiddetti sentieri neri: tracce dimenticate, mulattiere e boschi che sfuggono alla mappatura moderna. Tra l'agosto e il novembre del 2015, il cammino diventa un esercizio di resistenza fisica e riflessione filosofica, in cui il silenzio dei paesaggi rurali si intreccia alle citazioni di pensatori come Jean Giono e Agamben. Il libro si concentra sull'iper-ruralità francese, documentando il declino dell'agricoltura e il rifugio di chi sceglie l'isolamento radicale. Il resoconto alterna il rigore della natura incontaminata a una prosa che trasforma il dolore del trauma in un atto di pura osservazione geografica e umana.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura di viaggio e cammino
✔ Escursionisti interessati alla geografia umana francese
Perché è diverso
Si distacca dai diari di viaggio tradizionali grazie alla prospettiva di un corpo ferito che, anziché cercare cure convenzionali, utilizza il cammino e la letteratura come unico protocollo di riabilitazione possibile.
Dettagli Bibliografici
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