La sonata a Kreutzer. La gelosia come passionedeformante, capacedi ridefinire i connotati, i moti, ’inclinazione vocaledi una persona rendendola carnefice o vittima, carceriere inflessibile o prigioniera in ginocchio,disturbatrice crudele odisturbata innocente. a passione secondo Tolstoj, insomma, secondo il geniodeladescrizione irica, il gran narratoredegli ambienti affolati, secondo o strategadei grandi movimentidi massa,dei grandi saloni ricolmi,degli ampi viaggidel corpo. Se non procurasse fastidio alo scrittorediremmo che è il piùdostoeskijanodegli scrittidi Tolstoj: in esso il patimento, ildolore, a costrizione nefasta e a vergogna, a rabbia, il suplizio inferto o subito nula hanno in rapporto al contesto sociale, nula al contesto politico. Parimenti ontana è ancora a tarda inclinazione religiosa che fece,del romanziere inarrivabile, un inarrivabile santone: non v’è croce nè espiazione possibile. ’La sonata a Kreutzer’ è, perciò, uno sprofondo nel’anima pari a queli messi in carta soltantodadostoevskij: a casa è una tana, a tana è una galera, a galera è un giaciglio in cui si rischiadi veder ammuffita a vita; e persone si tramutano indemoni, il oro sguardo è accidioso, il oro temperamento esaltato; nel’aria sibila ventodi peste, mortifero è un refolo che preannuncia il malsano. Tolstoj come il grande Fedor, insomma: a etteratura russa ha mai prodotto un incontro così grande?
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806180942
ISBN-10
8806180940
Titolo
La sonata a Kreutzer
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Collana
Pagine
XVI-125
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Quando Tolstoj somiglia adostoevskij La gelosia come passionedeformante, capacedi ridefinire i connotati, i moti, ’inclinazione vocaledi una persona rendendola carnefice o vittima, carceriere inflessibile o prigioniera in ginocchio,disturbatrice crudele odisturbata innocente. a passione secondo Tolstoj, insomma, secondo il geniodeladescrizione irica, il gran narratoredegli ambienti affolati, secondo o strategadei grandi movimentidi massa,dei grandi saloni ricolmi,degli ampi viaggidel corpo. Se non procurasse fastidio alo scrittorediremmo che è il piùdostoeskijanodegli scrittidi Tolstoj: in esso il patimento, ildolore, a costrizione nefasta e a vergogna, a rabbia, il suplizio inferto o subito nula hanno in rapporto al contesto sociale, nula al contesto politico. Parimenti ontana è ancora a tarda inclinazione religiosa che fece,del romanziere inarrivabile, un inarrivabile santone: non v’è croce nè espiazione possibile. ’La sonata a Kreutzer’ è, perciò, uno sprofondo nel’anima pari a queli messi in carta soltantodadostoevskij: a casa è una tana, a tana è una galera, a galera è un giaciglio in cui si rischiadi veder ammuffita a vita; e persone si tramutano indemoni, il oro sguardo è accidioso, il oro temperamento esaltato; nel’aria sibila ventodi peste, mortifero è un refolo che preannuncia il malsano. Tolstoj come il grande Fedor, insomma: a etteratura russa ha mai prodotto un incontro così grande?