Il sigillo della banca cade sul portone di legno massiccio, chiudendo per sempre l’attività di famiglia.
I fratelli Gambi, mercanti d'antiquariato a Siena, sprofondano in una rovina finanziaria causata dalla loro inerzia e da una condotta spregiudicata che li conduce dritti all'esilio sociale.
La bottega di libri antichi si trasforma in un simulacro di polvere mentre i tre uomini, incapaci di opporsi al declino, falsificano cambiali per mantenere le apparenze. La loro gestione fallimentare della libreria senese si intreccia a una rete di piccoli inganni che finisce per soffocarli tra le mura di casa.
Tutto crolla.
Le strade di una Siena rigida e indifferente osservano l'inevitabile procedura di insolvenza fraudolenta che svuota le stanze di ogni bene prezioso, lasciando i protagonisti in balia della vergogna pubblica e dell'isolamento. L'abbandono del lavoro quotidiano trascina Giulio, Niccolò e Pietro verso una condizione di parassitismo esistenziale, trasformando il quieto benessere in una prigione di debiti insoluti e menzogne ripetute con ossessiva regolarità, fino alla definitiva caduta nel vuoto del disonore.
Ogni traccia di dignità sparisce.
Le tre croci di legno si stagliano ora contro il cielo livido, unico lascito di vite che hanno barattato la propria sostanza per una sbiadita illusione di agiatezza.
Per chi è
✔ Lettori della narrativa verista del Novecento.
✔ Appassionati di letteratura regionale toscana.
Perché è diverso
L'opera si distingue per l'aderenza quasi spietata alla realtà quotidiana, evitando ogni idealizzazione dei personaggi. La costruzione narrativa utilizza una lingua intrisa di regionalismi che conferisce una tensione espressiva unica, ancorando il dramma al contesto socio-economico della Siena del primo secolo scorso.
Dettagli Bibliografici
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