Un colpo di pistola esplode durante la funzione religiosa, infrangendo il silenzio solenne della navata e segnando il corpo del pretendente rifiutato.
L'antieroe protagonista si trascina tra i salotti di Berna, sospeso tra il desiderio di Edith e le trame sociali delle matrone locali che cercano di imbrigliarne l'esistenza imprevedibile.
Il giovane vaga tra le ombre della capitale svizzera in un'irrequieta ricerca di riconoscimento, mentre la seduzione domestica nelle case bernesi diventa l'unico teatro in cui recitare la propria marginalità. Tutto vacilla. Dopo il ferimento causato dal rifiuto della donna amata, il confine tra il vissuto e la finzione si frantuma definitivamente. Insieme a uno scrittore, il brigante intraprende una rilettura autobiografica del dramma schilleriano, dando vita a un labirinto di specchi dove l'identità dell'autore si confonde con quella della sua creatura. Il racconto non è che il tentativo estremo di ricostruire una verità che sfugge a ogni tentativo di definizione, lasciando che le versioni dei fatti si sovrappongano fino a diventare indistinguibili in un flusso di parole inafferrabili.
Il sangue macchia il pavimento della chiesa mentre il brigante osserva, con un sorriso amaro, la sua vita trasformarsi in una narrazione altrui.
Per chi è
✔ Lettori di prosa modernista europea.
✔ Appassionati di letteratura autobiografica frammentaria.
Perché è diverso
Il testo decostruisce la figura del bandito romantico attraverso una struttura meta-narrativa che fonde l'esperienza personale dell'autore con la finzione romanzesca. La narrazione procede per strati, trasformando un banale episodio di cronaca sentimentale in una complessa riflessione sull'atto stesso di scrivere e sulla perdita d'identità del soggetto narrante.
Dettagli Bibliografici
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