La lama della ghigliottina fende l'aria gelida di Bourg-en-Bresse, segnando la fine definitiva per Sébastien Peytel sotto lo sguardo implacabile della folla.
L'autore della Comédie Humaine tenta disperatamente di scagionare un vecchio amico dall'accusa di uxoricidio, scontrandosi con i meccanismi ciechi di un apparato giudiziario ottocentesco.
L’inchiostro di Balzac si macchia di sangue mentre il notaio attende il verdetto definitivo tra le mura umide della prigione.
Peytel resta in silenzio.
La caccia alla verità si trasforma in un labirinto di dubbi, dove l'omicidio nel Jura diventa il fulcro di un'ossessione che scardina la logica della giustizia. Weiss intreccia le voci dei testimoni con la disperazione di un uomo che osserva la propria vita sgretolarsi.
Il processo si fa teatro di ombre, conducendo il lettore attraverso la ricostruzione della vicenda Peytel, un percorso che nega ogni conforto morale e spinge Balzac a misurarsi con la fragilità insondabile della sorte umana.
L'ombra del patibolo si allunga sulle pagine, lasciando dietro di sé soltanto il peso di una colpa mai del tutto accertata.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica di inizio Novecento.
✔ Appassionati di ricostruzioni basate su cronaca giudiziaria ottocentesca.
Perché è diverso
L'opera si distingue per la struttura narrativa sperimentale che sovrappone la biografia di Balzac all'analisi spietata di un fatto di sangue reale. La scelta stilistica fonde il resoconto storico con una tensione esistenziale che trasforma il rigore documentaristico in un'indagine profonda sull'incertezza umana.
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