Marco Paolinelli eBooks

eBooks di Marco Paolinelli

EBOOK   9788872298695

"Stare davanti a Dio per tutti": Il Carmelo di Edith Stein. E-book. Formato PDF Marco Paolinelli   -  Edizioni Ocd, 2020  - 

Questo volume analizza e approfondisce il significato della formula "Stare davanti a Dio per tutti" usata da Edith Stein in una lettera a Fritz Kaufmann, allo scopo di comprendere la spiritualità di Edith Stein e di autori a lei vicini. L'espressione, infatti, dice non solo la centralità dell'orazione nella visione che ella ha del Carmelo ma, innanzitutto, il fatto che l'orazione è ai suoi occhi inseparabilmente unita alla funzione di intercessione ed espiazione, a quella via crucis cui ogni vita carmelitana in particolare, e religiosa più in generale, è chiamata a seguire. Il libro è un invito alla lettura diretta dei testi di Edith Stein e un richiamo al "lieto messaggio della Croce" di cui ella è annunciatrice: la sofferenza ha un senso e una fecondità.

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EBOOK   9788867802340

Contro il monismo epistemologicoFilosofia e scienza nel pensiero di Sofia Vanni Rovighi. E-book. Formato PDF Marco Paolinelli   -  Educatt Università Cattolica, 2014  - 

La produzione di Sofia Vanni Rovighi è testimonianza del suo profondo e costante interesse per il tema del rapporto filosofia-scienza, un interesse personale che assumeva anche, talora, la forma di un rimpianto per non aver potuto approfondire maggiormente le sue conoscenze in campo scientifico .Oltre all’interesse personale, la muoveva anche la consapevolezza che questo tema è strettamente legato alle radici della Università Cattolica, in cui lei studiò e in cui svolse tutta la sua attività di ricerca scientifica e di insegnamento. L’Università Cattolica fu infatti ideata in epoca di positivismo imperante, quando – afferma Sofia Vanni Rovighi – «la scuola superiore italiana era in buona parte una palestra di propaganda antireligiosa nella quale si proclamava l’incompatibilità della fede con la scienza. In questa situazione, alcuni fra i migliori cattolici italiani si resero conto della necessità di una Università nella quale uomini che fossero ad un tempo ricercatori seri e credenti convinti potessero dimostrare concretamente l’armonia tra scienza e fede ed insegnassero ai giovani col più rigoroso metodo scientifico, senza bisogno di far propaganda religiosa, ma semplicemente facendo vedere che ciò che si può scientificamente dimostrare non ha nulla a che fare con le negazioni dei dogmi» .Queste linee dicono la sua convinzione e il suo atteggiamento di fondo: non amava nessuna apologetica affrettata o strumentale, che avrebbe sapore di ‘propaganda’ (lo stesso termine ‘apologetica’ le era alquanto sospetto), ma una pura ricerca della verità (perché la ricerca della verità non può non essere al tempo stesso ricerca della Verità).I tempi comunque cambiarono, e al soffocante clima positivistico successe un predominante clima neoidealistico, con la sua scarsa stima per il sapere scientifico. Sofia Vanni Rovighi continuò a coltivare il suo interesse per la scienza, non solo perché detestava il seguire le mode e lo ‘spirito del tempo’, ma per un reale apprezzamento per la scienza e il suo valore per l’uomo (valore non solo pratico, ma anche teoretico). Per questo motivo, è con orgoglio che ricorda come «mentre il predominante influsso idealistico nella cultura italiana aveva eliminato dalle facoltà di filosofia tutti gli insegnamenti scientifici, l’Università Cattolica era la sola a mantenerli» .Questo volume si divide in due sezioni; nella Sezione seconda sono ristampati sei articoli di Sofia Vanni Rovighi sul tema del rapporto filosofia-scienza.La Sezione prima è uno studio che prende in esame il complesso del suo pensiero sull’argomento, tenendo presente anche il resto della sua produzione.Tratto dalla Premessa dell'Autore

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EBOOK   9788867802364

Edith Stein e L'uomo non redento di Martin Heidegger. E-book. Formato PDF Marco Paolinelli   -  Educatt Università Cattolica, 2014  - 

L’interesse che l’opuscolo offre è duplice, in relazione al pensiero di Edith Stein, e in relazione ad Heidegger.Attratta fin dalla sua prima giovinezza dalla magna quaestio della persona umana, della verità della persona umana, Edith Stein aveva cercato la chiave di accesso alla sua comprensione dapprima, negli anni delle scuola superiore, assecondando un appassionato interesse alla letteratura e alla storia; aveva poi nutrito la speranza che potesse introdurla ad una comprensione più piena dell’essere umano la psicologia; delusa dalla psicologia per la scarsa solidità dei suoi fondamenti, aveva finalmente trovato nella fenomenologia il metodo rigoroso e la strumentazione concettuale di cui si sarebbe servita per l’elaborazione della sua ‘filosofia della persona’, dal suo primo scritto, la tesi di laurea Sul problema dell’empatia, fino all’ultimo, restato privo della sistemazione definitiva, la Scienza della croce. Soprattutto dopo la sua conversione e dopo l’approfondimento del pensiero cattolico (in maniera particolare di Tommaso d’Aquino), le era diventato chiaro che una concezione dell’uomo non può aversi al di fuori di una metafisica, di una concezione globale della realtà e di una presa di posizione di fronte al problema della natura dell’Assoluto. È l’impresa che ha affrontato, rifacendosi alla tradizione aristotelico-tomista ma non da supina seguace e non senza apporti di Agostino e di Scoto, prima in Potenza e atto e poi in Essere finito e essere eterno; questo suo impegno di riflessione va situato nell’orizzonte di quello che ella considerava il suo compito, gettare un ‘ponte’ tra la tradizione del pensiero cattolico e la ‘filosofia moderna’.Per quanto poi concerne Heidegger, il merito di questo testo di Edith Stein, e l’utilità della sua lettura, sta a mio avviso in primo luogo nel fatto che Edith Stein sottrae chi accosta il pensiero heideggeriano al rischio, in cui non raramente si incappa, di relegare quel pensiero – a parte alcune analisi su temi particolari, che hanno larga risonanza –, in una sfera e in un mondo a sé, protetto da, ma anche in qualche modo prigioniero di, una terminologia piuttosto criptica, di nuovo conio, e in rapporto piuttosto oscuro con le grandi problematiche (in particolare metafisiche e antropologiche) da sempre oggetto della riflessione dei filosofi. Edith Stein mette di forza il testo heideggeriano di fronte alle domande fondamentali non solo della filosofia ma dell’uomo comune, forzandolo quasi a rispondere; di fronte alla risposta ottenuta, come si vedrà, esprime giudizi molto netti, ma al tempo stesso non nasconde del tutto una certa perplessità sul loro vero senso (mi riferisco soprattutto alla nota finale del suo opuscolo). In un recente articolo, Wilk lamenta il fatto che così pochi, tra gli studiosi di Heidegger, abbiano presenti i giudizi di Edith Stein sul suo pensiero.Tratto dall’Introduzione dell’Autore

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