Ciriaco D Ancona Libri
Libri con argomento Ciriaco D Ancona Storia: specifici eventi e argomenti
Antichità inventate. L'archeologia geopolitica di Ciriaco d'Ancona Mangani Giorgio - Mimesis, 2017 - Kosmos
Un'interpretazione molto accreditata (da Benedict Anderson a Eric Hobsbawm) dell'origine degli stati nazione suggerisce che, oltre alla lingua, il collezionismo dei musei nazionali, la standardizzazione del cursus formativo scolastico e la rivoluzione tipografica abbiano svolto un ruolo decisivo nella "invenzione delle tradizioni" cui fu affidata la funzione di collante identitario dei popoli. Ma questo sarebbe avvenuto solo in età moderna: niente del genere sarebbe stato immaginato per gli stati dell'antico regime. Questo libro spiega come la tecnica della invenzione della tradizione sia stata efficacemente impiegata da Ciriaco Pizzecolli, noto come Ciriaco d'Ancona (1391-1452/55) anche molto tempo prima, almeno nel XV secolo, per motivi geopolitici, utilizzando l'archeologia e il collezionismo di antichità come un'arma da guerra e come veicolo delle ideologie della sovranità. Ciriaco è tradizionalmente considerato il fondatore dell'archeologia e della scienza antiquaria; i suoi biografi sottolineano, a partire dal contemporaneo Francesco Scalamonti, l'eccentricità della sua formazione prevalentemente commerciale. Il libro cerca di spiegare che fu invece proprio questo "occhio da mercante" e da diplomatico, se non addirittura di spia, a fare la differenza. Ciriaco, infatti, fece due cose: contribuì a diffondere l'interesse per il collezionismo delle antichità tra le classi dirigenti occidentali producendo quella che può essere chiamata una "commoditizzazione" di beni non ancora considerati al suo tempo di valore commerciale (solo successivamente apprezzati anche sotto questo profilo); utilizzò quelli da lui acquistati o copiati nel corso dei suoi numerosi viaggi in Grecia come doni per convincere politici, aristocratici e ricchi mercanti ad aiutare l'impero bizantino sotto attacco da parte dei Turchi, trasformando la tradizione antica e pagana nel patrimonio comune dell'Occidente.
Ciriaco d'Ancona e la cultura antiquaria dell'umanesimo. Atti del Convegno internazionale di studio Paci G. (Cur.) Sconocchia S. (Cur.) - Diabasis, 1998 - Progetto Adriatico
Ciriaco d'Ancona e la cultura antiquaria dell'umanesimo. Atti del Convegno internazionale di studio - Diabasis
Il vescovo e l'antiquario. Guida Ciriaco, Ciriaco Pizzecolli e le origini dell'identità adriatica anconitana Mangani Giorgio - Il Lavoro Editoriale, 2016
Due personaggi raccontano in questo libro, a distanza di dieci secoli l'uno dall'altro, due storie adriatiche, legate all'identità del confine, dei luoghi mediatori di conflitti, di incontri e scontri tra culture. La storia di Giuda Ciriaco, santo protettore di Ancona, l'ebreo scopritore della croce di Cristo divenuto vescovo cristiano, apre una finestra sui rapporti tra cristiani ed ebrei a Gerusalemme nel V secolo, nel momento in cui si originano una nuova identità cristiana e, insieme ad essa, paure, ansie e conflitti. Trasferita ad Ancona da Gerusalemme nell'ambito di rapporti politico-diplomatici della città con gli imperi d'Oriente e d'Occidente, una delle prime testimonianze dell'impiego politico delle reliquie, la storia del santo ebreo viene ricodificata da nuovi significati e diverse sensibilità culturali. Dal culto delle reliquie utilizzate come dono diplomatico dall'impero bizantino muove anche la storia di Ciriaco Pizzecolli, mercante e antiquario di Ancona, per costruire, nella prima metà del XV secolo, l'idea della tradizione classica come heritage, patrimonio della civiltà occidentale, attraverso l'invenzione del collezionismo delle antichità. Ciriaco sostituisce le sacre reliquie cristiane con le reliquiae antiquitatis, ma con la stessa funzione: "resuscitare i morti" come definiva la sua missione. Ma il suo progetto, condiviso con gli imperatori bizantini e con il cardinale Bessarione, è sopratutto politico: creare una nuova immagine, appetibile per l'Occidente.