Movimenti Studenteschi Libri
Libri con argomento Movimenti Studenteschi Studi culturali (Cultural studies)
Le voci degli hippies (rist. anast. 1969) Hopkins J. (Cur.) - Laterza, 2008 - Tempi Nuovi
"Guardati dai capi, dagli eroi, dagli organizzatori, da tutta questa roba. Guardati dai tipi del sistema: non hanno alcuna capacità di capire. Sappiamo che il sistema non funziona, poiché viviamo in mezzo alle sue rovine. Sappiamo che i nostri capi sono dei buoni a nulla, poiché hanno saputo portarci soltanto a questo presente, i buoni capi come quelli cattivi. (...) Quel che il sistema chiama organizzazione - organizzazione lineare - è soltanto il modo di ingabbiarci sistematicamente, che limita arbitrariamente il campo del possibile. Non ha mai funzionato. Ha soltanto prodotto questo presente." C'è tutta la cultura hippie in questa antologia della stampa underground americana, i fogli del dissenso e della controcultura giovanile che, a cominciare dal "Greenwich Village Voice" di New York, entro la metà degli anni Sessanta si erano diffusi a tutti gli Stati Uniti, e specialmente in California. Ingenui, idealisti, provocatori, ribelli, gli articoli raccolti in questo volume raccontano in presa diretta il farsi di un movimento epocale, che ha cambiato per sempre il corso della storia. I capelloni, con le loro chitarre, l'amore libero, le droghe, il misticismo, il pacifismo, la lotta non violenta contro ogni tipo di censura e convenzione borghese, la critica radicale verso gli aspetti degenerativi della società repressiva del benessere, evocano nuovamente in queste pagine il loro sogno di un mondo nuovo e migliore, quell'aspirazione che è stata all'origine dello youthquake.
Il 68 che verrà Maguolo M. (Cur.) Nanni G. (Cur.) - Edizioni Engramma, 2018 -
L'apertura, la breccia che ogni rivoluzione apre, rompe il continuum, e la banalità del normale reagisce opponendo all'irruzione della luce nuova la sua stessa opacità - negando i tagli delle ferite, sigillando i varchi. Per questo, accettando la provocazione di Deleuze e Guattari, potremmo dire che è vero, "il 68 non ha (ancora) avuto luogo". Ma il 68 è un modo di dire una esperienza del Possibile - politico, filosofico, artistico, esistenziale - che non solo è accaduta, ma ha investito la realtà con la potenza rapida e catastrofica di una tempesta, provocando un cambio repentino nello stile di vita, nel modo di vestire, di fare e ascoltare musica, di parlare. Suggestionando le movenze del corpo, rendendo meno impacciati i movimenti e i ritmi esistenziali e quindi il modo di amare. E di fare politica, andando "fuori di casa" e condividendo sensazioni nelle esperienze condivise dei concerti e delle manifestazioni. Pertanto abbiamo assunto il 68 come un evento "il cui spirito non ha mai smesso di soffiare" (Jean-Luc Nancy), per riuscire a vedere con altri occhi e a misurare con altre parole il nostro presente.
A scuola nel '77. Complici o spettatori? Francia Pierangelo - Sankara, 2018 -
"Nella scuola degli anni '70-'80 eravamo come un mare in burrasca con onde altissime: noi galleggiavamo e i compagni cercavano di cavalcarle; qualcuno cadeva, qualcun altro si rialzava, ma ogni onda ci faceva crescere, anche se non avevamo il tempo di analizzarla che già se ne intravedeva un'altra all'orizzonte. Quanto noi studenti subivamo e quanto eravamo invece responsabili di ciò che avveniva in quegli anni? Quanto potevamo o volevamo fare per cambiare quello che stava accadendo? È difficile rispondere, mi piace pensare che fosse troppo bello vivere quei momenti, per questo alla fine eravamo a volte complici e a volte spettatori."