Tango Libri
Libri con argomento Tango Studi culturali (Cultural studies)
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- 9788863921328 Facciamo tango!
Il tango Borges Jorge Luis Hadis M. (Cur.) Scarano T. (Cur.) - Adelphi, 2019 - Piccola Biblioteca Adelphi
Il tango, è stato scritto, è «un pensiero triste che si balla». Ma la malinconia del tango, la sua natura di scena drammatica, di lamento amoroso, di ballo lento, languido e voluttuoso, sono legate al periodo in cui si afferma nelle capitali europee (a Parigi, anzitutto) e viene universalmente accettato. Un periodo che a Borges poco interessa, perché nulla ha a che vedere con le sue origini di ballo audace e indecente, di «rettile da lupanare», come lo definiva Lugones. Per salvaguardare quelle origini lontane, nell'ottobre del 1965 Borges ha tenuto un ciclo di quattro conferenze che, fortunosamente registrate, solo di recente sono tornate alla luce e sono diventate un libro, inatteso e sorprendente. Perché nelle parole di Borges rivivono la Buenos Aires della sua infanzia - una piccola città di case basse con il patio, senza alberi, circondata da campi aperti -, le milonghe e le habanera che sono all'origine del tango, i locali infami dove lo si danzava, frequentati da guappi maestri di coltello e di ardimento, da rissosi niños bien, da magnaccia e donne di malaffare. Ma soprattutto rivive l'anima di quei tempi: la provocazione disinteressata, l'allegra spavalderia, il gusto di sfidare il più forte solo per mettere alla prova il proprio coraggio - la felicità del coraggio. Esattamente ciò che vibra nel tango originario, simbolo di felicità.
Tango. Storia e corpi di una cultura migrante Auteri Francesca - Villaggio Maori, 2016 - Fibre
Danza popolare, cultura migrante, storia politica: il tango si libera, una volta per tutte, dai cliché dei quali, sempre più spesso, cade preda. Rimangono la sensualità, l'Argentina dei barrios malfamati e le pose fiere di eleganti ballerini; da esse procede la storia del tango, le sue origini ammantate di protesta sociale, fino alla sua affermazione come simbolo culturale in grado di attrarre l'interesse di una nuova società a forte carattere polietnico. Sono i punti focali di remembranza e olvido che Francesca Auteri utilizza per condurre un'appassionata ricerca del senso di una danza che è corpo, tecnica e tradizione, attraversando i suoni e i testi dei più grandi cantori della storia tanguera, caratterizzata da eventi politici avvincenti. L'autrice costruisce sull'identità dell'Io-danzatore e su "l'abbraccio della danza" il concetto di tango come filosofia di vita.
Per le sei corde. Milonghe Borges Jorge Luis Scarano T. (Cur.) - Adelphi, 2021 - Microgrammi
Borges non amava il tango alla Gardel, «lento, malinconico e voluttuoso». Preferiva il tango viejo e la milonga di fine Ottocento - fatti «di pura sfacciataggine, di pura spudoratezza, di pura felicità del coraggio» -, nei quali riconosceva l'autentico, oltraggioso, effimero spirito guappo delle periferie di Buenos Aires. A popolare le sue undici milonghe sono dunque cuchilleros accomunati dalla religione della provocazione disinteressata e della «morte casuale / ad un angolo qualunque»: religione di tempi audaci e perduti, che Borges non conobbe ma sognò, rendendola veritiera come una memoria collettiva.