Tradizione Libri
Libri con argomento Tradizione Storia della filosofia occidentale
Che cos'è la tradizione. Un'idea decisiva nell'ampio mareggiare della storia umana Zolla Elémire Marchianò G. (Cur.) - Marsilio, 2023 - Biblioteca
«È noto che un testo ha un piano letterale che è la carne e il mondo sensibile, ma anche una vita animatrice di quella lettera che, da sola, sarebbe morta. Oltre la lettera c'è l'allegoria, che riguarda vicende interiori. E oltre l'allegoria l'anagogia che solleva al puro spirito, al divino». Che cos'è la tradizione, opera tra le più problematiche di Elémire Zolla, come riconobbe lui stesso commentandola nel 1998, si offre oggi a modello perfetto di una lettura a tre piani. Mentre l'attualità del piano letterale, a oltre mezzo secolo dal periodo turbinoso in cui il testo venne composto (1971) è palesemente illanguidita, l'allegoria rispecchia il dramma esistenziale dell'uomo moderno - l'Ognuno descritto nella fiaba all'epilogo - che, immerso nella contingenza alienante del tempo storico, brama di sottrarvisi (Parte prima), senza osare però di varcare la soglia che, una volta dischiusa, «mostri il cielo cancellando il debito contratto nascendo» (Parte seconda). Per "cielo" Zolla intese il piano anagogico dell'Essere concepito come il principio fondante d'ogni contingenza trasmesso dalla Tradizione. Essa è: «L'unica garanzia di una continua dissoluzione di quanto nell'uomo è ipocrisia e nella società ideologia, perché, posta fuori del gioco delle forze mondane, non ammette limiti al suo esercizio [...], di ogni cosa mostra la precarietà ma vi ravvisa nel contempo un grado di essere: dissolve esaltando ed esalta dissolvendo». Pensieri che d'acchito suonano ardui, temerari, esoterici ma il libro senza reticenze ne scioglie i nodi via via, andando alla radice della seduzione satanica, della coazione magica al potere mostrando con lucidità disillusa che «la ruota gira sul medesimo mozzo nei secoli».
Memoria e progresso Vassallo Piero - Fede & Cultura, 2009 - Filosofica
Il progresso non rappresenta la fondazione della civiltà sopra le rovine dell'esistente, ma è il risultato della selezione e del perfezionamento delle nozioni trasmesse dalle generazioni passate. Per dimostrarlo, lo storico della filosofia Piero Vassallo ripercorre il deragliamento gnostico e antirealistico della "ragione" moderna, mostrando l'essenza tenebrosa e dissolutoria delle "pseudofilosofie" di Cartesio, Kant, Hegel, Nietzsche, Heidegger, Simone Weil, Bataille, Kojève, Guénon, Evola e della Scuola di Francoforte. A questi autentici "mostri della ragione" Vassallo oppone le luminose rivisitazioni del pensiero tomista, vichiano, rosminiano e kierkegaardiano operate nel Novecento da veri e propri geni metafisici quali - per nominare solo i più rappresentativi - Michele Federico Sciacca, Cornelio Fabro ed Étienne Gilson. Il preconcetto secolarista, si è oggi trasformato in strumento di perdizione, cioè di quel totalitarismo della dissoluzione (Del Noce) che ultimamente sussurra perfino dai pulpiti, consacrati alla teologia conformistica. Unico rimedio a una tale situazione di crisi è non tanto uno sterile e mummificato "tradizionalismo", ma una riscoperta attiva e dinamica della "tradizione viva" e perenne" della filosofia occidentale. Infatti, come scriveva Francisco Elias de Tejada, "La posizione che suole contrapporre la tradizione al progresso è assurda, giacché non esiste progresso senza tradizione né tradizione senza progresso".
Tradizione. Demitizzare la modernità Sessa Giovanni - Historica Edizioni, 2018
Questo libro muove dalla presa d'atto che la società liquida post-moderna è l'esito del fallimento del progetto illuminista. In essa, i processi dissolutivi inaugurati dall'affermazione della modernità si sono amplificati a dismisura. Viviamo nel regno della quantità, del precariato universalizzato e dell'insecuritas esistenziale. L'uscita di sicurezza da tale situazione è individuata in queste pagine nel mondo valoriale della tradizione. L'autore attraversa la proposta politica e spirituale maturata nel mileau tradizionalista del Novecento e demistifica le false certezze su cui è costruito il presente.