Libri di Lorenzo Del Boca
Bibliografia di Lorenzo Del Boca: tutti i libri in vendita online con argomento Risorgimento Rivoluzioni, sollevazioni, rivolte
Risorgimento disonorato Del Boca Lorenzo - Utet, 2016
Quanti ladri? E quanti truffatori? È nata male l'Italia... non soltanto per il modo affrettato di mettere insieme regioni e tradizioni spesso troppo distanti fra loro ma perché, confusi con patrioti che, sinceramente, credevano di rischiare la vita per un ideale di patria, si è mescolata una genìa di arraffatori la cui unica preoccupazione era arricchirsi. In fretta. Rubavano nel Piemonte e rubavano nelle regioni meridionali appena conquistate. Rubavano nei mesi della repubblica Romana e rubavano agli albori dell'unità d'Italia. Ippolito Nievo cui era stata affidata la cassa dei Mille "perché unico onesto" tenne bilanci rigorosi che era disposto a portare in parlamento. Finì in fondo al mare, vittima, probabilmente, di un attentato. Questioni di soldi attraversano l'epoca gloriosa del Risorgimento che la tradizione storica ancora presenta come un'epoca disinteressata, animata soltanto dagli immortali ideali di Patria. Il Risorgimento venne giustificato dal desiderio di rendere l'Italia indipendente dalla tirannide degli austriaci e dai tanti "tirannelli austriacanti" a cominciare dal Borbone "re bomba" che, nel 1848 non era andato troppo per il sottile per domare le insurrezioni nel regno delle Due Sicilie. Il pulpito di dove veniva la predica era affollato da Lamarmora che rase al suolo due quartieri di Genova; da Bixio che, a Bronte, fece fucilare anche lo scemo del villaggio; e da Cialdini che riuscì a sparare 500 colpi di mortaio al giorno per conquistare Gaeta, affollata da borbonici.
Maledetti Savoia Del Boca Lorenzo - Piemme, 2011 - Bestseller
La storia ufficiale, quella che viene insegnata a scuola e raccontata nelle accademie e nelle università, è la stessa di un secolo fa. Questa almeno è l'opinione di Lorenzo Del Boca, che in questo libro, ripercorre le tappe della nascita dell'Unità Nazionale, dai primi moti d'Indipendenza nella prima metà dell'Ottocento fino agli ultimi mesi del regno borbonico, passando dalle sanguinose battaglie dell'impresa dei Mille. Con uno sguardo disincantato sui fatti che l'hanno caratterizzata e sulle immagini distorte di eroi che l'agiografìa storiografica ha costruito in centocinquant'anni. Vittorio Emanuele II: "re galantuomo" difensore del tricolore? Più verosimilmente, donnaiolo e pure di bocca buona. Giuseppe Garibaldi: "eroe dei due mondi"? Forse meglio parlare di un "onesto babbeo" con un animo da avventuriero. E poi, quel famoso incontro a Teano che non è mai avvenuto: un inequivocabile e documentabile falso storico. Un saggio acuto quanto sfacciato che mostra il vero volto dei cosiddetti padri della Patria: politici corrotti e burocrati inefficienti.
Il Risorgimento disonorato Del Boca Lorenzo - Utet, 2011
Quanti ladri? E quanti truffatori? E nata male l'Italia... non soltanto per il modo affrettato di mettere insieme regioni e tradizioni spesso troppo distanti fra loro ma perché, confusi con patrioti che, sinceramente, credevano di rischiare la vita per un ideale di patria, si è mescolata una genìa di arraffatori la cui unica preoccupazione era arricchirsi. In fretta. Rubavano nel Piemonte e rubavano nelle regioni meridionali appena conquistate. Rubavano nei mesi della repubblica Romana e rubavano agli albori dell'unità d'Italia. Ippolito Nievo cui era stata affidata la cassa dei Mille "perché unico onesto" tenne bilanci rigorosi che era disposto a portare in parlamento. Finì in fondo al mare, vittima, probabilmente, di un attentato. Questioni di soldi attraversano l'epoca gloriosa del Risorgimento che la tradizione storica ancora presenta come un'epoca disinteressata, animata soltanto dagli immortali ideali di Patria. Il Risorgimento venne giustificato dal desiderio di rendere l'Italia indipendente dalla tirannide degli austriaci e dai tanti "tirannelli austriacanti" a cominciare dal Borbone "re bomba" che, nel 1848 non era andato troppo per il sottile per domare le insurrezioni nel regno delle Due Sicilie. Il pulpito di dove veniva la predica era affollato da Lamarmora che rase al suolo due quartieri di Genova; da Bixio che, a Bronte, fece fucilare anche lo scemo del villaggio; e da Cialdini che riuscì a sparare 500 colpi di mortaio al giorno per conquistare Gaeta, affollata da borbonici.