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Antropologia dal punto di vista pragmatico Kant Immanuel Foucault M. (Cur.) - Einaudi, 2010 - Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova Serie
Nell'"Antropologia" Immanuel Kant riordina la mole immensa di materiali di carattere storico e antropologico raccolti nell'arco di un'intera vita. Opera a lungo trascurata, si tratta in realtà di una tappa decisiva di un'epoca che stava per convertire le domande fondamentali della storia della metafisica, della gnoseologia, della morale e della religione in quella che per Kant era ormai diventata la domanda essenziale: Che cos'è l'uomo? Si inaugurava cosi la nostra modernità filosofica, che vedrà nell'uomo non solo l'origine e il fondamento di ogni sapere, ma anche la ragion d'essere e il principio di ogni trasformazione del mondo e di ogni intervento su di esso. L'antropologia kantiana indaga infatti l'uomo come essere sociale trasformato dalle istituzioni, al fine di svilupparne le attitudini, dotarlo di costumi, rafforzarne le facoltà, disciplinarne la volontà, orientarne i desideri e governarne la libertà. Michel Foucault incontra I''Antropologia" di Kant verso la fine degli anni cinquanta, facendone l'oggetto della sua tesi complementare, costituita dalla traduzione del testo kantiano, accompagnata da un lavoro di annotazione e dal testo che funge da introduzione.
Chi è l'uomo? Introduzione all'antropologia filosofica in dialogo con le culture Kipoy-Pombo - Armando Editore, 2009 - Scaffale Aperto/Filosofia
Chi è l'uomo? Introduzione all'antropologia filosofica in dialogo con le culture - Armando Editore
Contingenza creaturale e gratitudine Kampowski Stephan - Cantagalli, 2012 - Amore Umano - Strumenti
Con l'espressione "contingenza umana" ci si riferisce al limite fondamentale imposto dal semplice fatto che non abbiamo fatto noi stessi. Siamo esseri che sono nati, che vivono insieme con gli altri e che devono morire. La mancanza di autosufficienza che ne deriva sembra esporci al pericolo in quanto potremmo perdere la nostra esistenza, che non è assicurata da ciò che siamo. La paura poi potrebbe diventare in noi fonte di risentimento contro la nostra stessa condizione umana. Tuttavia potremmo vedere i nostri limiti creaturali anche da un'altra prospettiva: potremmo intenderli come testimonianze del fatto che la nostra esistenza è un dono originario e gratuito. Siamo esseri dipendenti, sì, ma se siamo giustificati nell'assumere che la nostra origine, dalla quale dipendiamo, sia buona - se abbiamo ragioni per fidarci - allora possiamo superare ogni risentimento ed accettare il dono dell'esistenza con gratitudine.