Libri di Francesco Bonazzi
Bibliografia di Francesco Bonazzi: tutti i libri in vendita online ECONOMIA, FINANZA, IMPRENDITORIA E MANAGEMENT
Prossime uscite di Francesco Bonazzi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788893238601 Adda venì Vannacci
- 9788874242030 Adda venì Vannacci
Alto tradimento. Come gli Agnelli Elkann se ne sono andati dall'Italia e chi li ha aiutati Bonazzi Francesco - Compagnia Editoriale Aliberti, 2025 - I Libri Della Salamandra
Lo snobismo torinese, la diffidenza per Roma e i politici, l'ottima predisposizione a incamerare soldi pubblici con qualunque governo. La vocazione internazionale del gruppo Fiat, dall'Argentina alla Russia al Brasile, sempre sotto il cappello di regimi dittatoriali (non ultima la Libia del dittatore Gheddafi). Il declino del settore auto e il passaggio alla finanza con Romiti, fino al famoso "maxi-dividendo". I guai con il fisco dell'Avvocato, i rapporti privilegiati con politici, sindacalisti, banchieri, magistrati, giornalisti, spesso trattati alla stregua di (volonterosi) cortigiani. La "fuga" da Torino degli Agnelli comincia nel 2005, quando vengono venduti al pubblico trecentomila metri quadrati dell'area di Mirafiori. Ma come si è arrivati a questo punto? Ripercorrendo la storia della Fiat, la più importante azienda italiana del Novecento, il giornalista Francesco Bonazzi racconta e analizza il processo, storico ed economico, che ha portato al semiabbandono degli stabilimenti, avvenuto quasi sotto silenzio. Sono più di vent'anni, ormai, che con Romiti, Marchionne e infine Tavares, la Fiat - sempre più protetta e aiutata in Italia -, è una sorta di entità senza patria, e non solo perché Gianni Agnelli ha accumulato un tesoro nei paradisi fi scali di mezzo mondo (la vicenda della sua eredità estera si trascina da quindici anni con la figlia Margherita, in causa coi figli Elkann). Oggi Stellantis ha delocalizzato in Serbia, Polonia, Marocco, Algeria, Turchia, Spagna, Portogallo, dove il lavoro costa meno, con il benestare di politica, informazione, giustizia e altri pezzi dello Stato. Solo i sindacati di base e Fiom-Cgil avevano capito che dell'auto, in Italia, sarebbe rimasto solo il cadavere.
Viva l'Italia! Contro l'economia della paura. Perché non siamo il malato d'Europa Bonazzi Francesco - Chiarelettere, 2019 - Reverse
La paura è uno stato d'animo personale, certo, ma per crearla e alimentarla su larga scala servono gli allarmi. Dietro ogni allarme c'è puntualmente qualcuno che ci guadagna. Ma l'Italia è davvero un paese sull'orlo del fallimento? Numeri alla mano, la situazione è ben diversa da quella che si dipinge. Come dimostra Francesco Bonazzi, in realtà il nostro è un paese molto ricco dove otto famiglie su dieci vivono in abitazioni di proprietà, con un patrimonio immobiliare che vale 3,8 volte il Pil, ovvero 6227 miliardi di euro, e con storie di eccellenza, specie nel settore della chimica industriale e della biochimica, che però fanno meno notizia dei successi degli chef stellati. Come ricorda il Censis, "il mondo è pieno di macchinari italiani, ma per saperlo bisogna andare a guardare l'etichetta". Il vero problema è la disuguaglianza, a cominciare da quella Nord-Sud, ma per ridurla non si fa nulla, con la scusa che l'Europa non ci concede i necessari margini di bilancio. Con oltre 5 milioni di poveri e un 10 per cento sempre più ricco, l'Italia non può continuare a essere uno dei paesi con la maggior ingiustizia sociale del continente. La vera sfida che abbiamo di fronte è innanzitutto sconfiggere questa economia della paura e della colpevolizzazione alla tedesca, fermare la cinesizzazione del lavoro e imparare a pensarci come potenza economica, che può decidere il proprio destino e migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Evitando che il sovranismo prenda il posto della sovranità nazionale. Prefazione di Antonio Maria Rinaldi.
Prendo i soldi e scappo. I loro affari con i nostri soldi Bonazzi Francesco Bankomat - Il Saggiatore, 2009 - Infrarossi
Tavolo verde. La pallina gira, il croupier alza gli occhi pronto ad annunciare il numero vincente. I vincitori sono sempre loro, i banchieri. I signori che puntano i 1395 miliardi di euro dei risparmiatori italiani e che non restano mai a mani vuote. Quali sono le regole del gioco? La fortuna è davvero bendata o, beffarda, la sua mano fruga solo nelle tasche dei correntisti? Dallo scandalo Cirio e Parmalat in poi le banche infestano i portafogli di titoli spazzatura e, mentre si concedono con il contagocce a chi non ha santi in paradiso, largheggiano con le imprese decotte ma con "agganci giusti". Se il credito concesso non torna indietro, viene rimpacchettato e riproposto come merce nuova alla cara vecchia clientela. E il cerchio si chiude. Dal salvataggio di AirOne nascosto tra le pieghe di quello di Alitalia alle incredibili avventure di Romain Zaleski, passando per storie misconosciute come il crac di Opengate, La Veggia e Parmatour, Francesco Bonazzi e Bankomat svelano le vere regole del gioco, quelle per cui nessuna banca resta mai con il cerino in mano. Incroci incestuosi, conflitti d'interessi, inettitudine professionale, autoreferenzialità dei vertici. Un'impunità pressoché totale. Attraverso il racconto dei loro peccati capitali ecco l'altra faccia dei nostri banchieri. Il potere forte della nazione, davanti al quale si piegano politici, industriali, magistrati, giornalisti... E la pallina continua a girare: "Les jeux sont faits, rien ne va plus".