Libri di Romain Gary
Bibliografia di Romain Gary: tutti i libri in vendita online Narrativa classica (prima del 1945)
Chi cerca i libri di Romain Gary desidera immergersi in una narrativa complessa, caratterizzata da una profonda umanità e da una spiccata vena ironica che esplora le contraddizioni del ventesimo secolo. Seguire i libri in ordine cronologico di Romain Gary permette al lettore di apprezzare l'evoluzione stilistica di un autore capace di trasformarsi continuamente, offrendo uno sguardo lucido e talvolta amaro sulle tematiche dell'identità, dell'esilio e della resistenza.
Biografia dell'autore
Romain Gary nasce a Vilnius nel 1914. Trasferitosi in Francia durante l'adolescenza, intraprende la carriera diplomatica e si distingue come pilota nelle forze aeree della Francia libera durante la Seconda Guerra Mondiale. La sua esperienza bellica e il passato di migrante influenzano profondamente la sua visione del mondo, infondendo nei suoi scritti un senso di urgenza morale. È l'unico autore ad aver vinto per due volte il prestigioso Premio Goncourt, utilizzando lo pseudonimo di Émile Ajar per la seconda assegnazione. Gary si toglie la vita a Parigi nel 1980.
Stile di scrittura
I libri di Romain Gary si distinguono per un registro narrativo multiforme, che oscilla abilmente tra la satira tagliente e il lirismo malinconico. La sua capacità di dar voce a personaggi marginali emerge chiaramente nella celebre figura di Momò, il protagonista di La vita davanti a sé, la cui prospettiva infantile offre uno sguardo disarmante sulle difficoltà dell'emarginazione. Allo stesso modo, le sue opere affrontano temi universali con un'eleganza che evita il sentimentalismo, consolidando la sua reputazione come uno degli scrittori più versatili e enigmatici della letteratura del Novecento.
Prossime uscite di Romain Gary
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788854531086 La danza di Gengis Cohn
Tempesta Gary Romain - Neri Pozza, 2024 - Biblioteca
Su un'isoletta persa nell'oceano vivono in solitudine il dottor Partolle e sua moglie Hélène. L'implacabile sole tropicale ha ucciso l'uomo che era in lui e l'amore che era in lei. Poi un giorno, nell'aria elettrica che sa di tempesta, approda sull'isola uno sconosciuto con gli occhi selvaggi e un destino funesto. Uno snack bar di Los Angeles, col suo popolo della notte, accoglie un ex sicario disilluso, aspirante scrittore e diplomatico che, deciso a non invecchiare, ha ingaggiato un killer professionista che non sa di doverlo uccidere. La moglie di un ingegnere francese, incaricato di strappare alla foresta indocinese terra per la ferrovia, giunge nella boscaglia con tanti bauli, un cane pechinese e una curiosità morbosa per i nativi. Seminerà agitazione e zizzania tra i soldati e precipiterà insieme a loro nella tragedia. E poi, un boy del Ciad che non sa la lingua canta a memoria dal repertorio francese. Un nuotatore di fondo ruba oggetti d'arte dalle isole nella Grecia dei colonnelli. In una base aerea inglese, i piloti di una squadriglia si stringono attorno a una stufa anemica per raccontarsi le missioni africane da cui non tutti sono tornati. Questi sfavillanti racconti, inediti per il lettore italiano, abbracciano quasi per intero l'arco terreno di Romain Gary. Con la sua scrittura inconfondibile, insieme dolce e selvaggia, l'autore sfiora tutte le ossessioni di una vita: l'inferno della malinconia, il doppio, la fuga, la menzogna, la disperazione dell'amore, la tenacia del dolore. E dietro l'angolo, la morte, cercata ma con un volto inaspettato. Postfazione di Éric Neuhoff.
Il vino dei morti Gary Romain - Neri Pozza, 2021 - Biblioteca
A lungo inedito e pubblicato per ultimo solo nel 2014, quando venne ritrovato da Philippe Brenot che ne ha curato l'edizione francese, "Il vino dei morti" è la prima opera di Romain Gary. Il grande scrittore di origine lituana, di recente celebrato in Francia con l'ingresso della sua opera nella Pléiade, la scrisse nel 1937, quando aveva appena diciannove anni, nella sua stanza di studente in rue Rollin, a Parigi. Il romanzo narra della fuga dagli inferi del giovane Tulipe, tra un sabba di tombe, loculi, bare e morti che, come scrive Riccardo Fedriga nella postfazione alla presente edizione, «paiono gli inquilini bislacchi di un cimitero simile a una casa popolare di Belleville», come quella di Madame Rosa nella "Vita davanti a sé", il romanzo che Gary firmò con lo pseudonimo di Émile Ajar. Di certo, il suo giovane protagonista ha molto in comune con il giovane Romain che, negli anni Trenta, viveva con la madre a Nizza, nella pensione Mermonts in cui si aggiravano ospiti altrettanto bislacchi, o con il Gary studente e "immigrato" a Parigi, che nell'ebbrezza del vino cercava il balsamo alle sue prime pene d'amore. "Il vino dei morti", tuttavia, «contiene in sé già tutti i romanzi di Gary», poiché anticipa largamente i tratti fondamentali del mondo narrativo dello scrittore che vinse due volte il Goncourt. Il sottile umorismo, innanzi tutto, che nelle sue pagine genera una esilarante galleria di personaggi: dal portaborse di un ministro importante al redattore del ministero delle Belle Arti, dal cantante russo di un coro cosacco al masturbatore seriale, al prete che non crede ai miracoli. Infine, il carattere disperato e grottesco, picaresco e ridanciano, insieme, della narrazione. Una proprietà inconfondibile del libro che, in un passo dell'opera postuma "Vita e morte di Émile Ajar" (1981), farà dire a Gary stesso: «Tutto Ajar è già in Tulipe».