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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Solfanelli pubblicati nella collana Ulisse con argomento Linguistica
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- 9791282636117 Forgotten World. Il circo dei dimenticati. Vol. 1
- 9791282494182 Irlanda. Piccolo atlante della felicità
- 9791282115254 La vita è un'altalena. Ediz. a colori
- 9791281940178 Da quale parte del mare
- 9791281881075 Controcorrente
- 9791281618688 Se non lo vedo non ci credo
- 9791281409293 Ribellioni. Conversazioni femministe tra sociologia e storia
- 9791281078178 Numerologia & cantautori archetipi. L'in-canto dei numeri dal «sono» al «suono»
- 9791280795168 Butterfly effect. Vol. 12
- 9791280623003 Organizational search and decision making
La spirale di Gabelentz. Morfologia e tipologia delle lingue D'arcangelo Lucio - Solfanelli, 2015 - Ulisse
Si è parlato spesso, specie nei media, della presunta "rivoluzione" chomskyana, ma la vera rivoluzione, cominciata negli anni '70, sta nell'ampliamento planetario dell'orizzonte scientifico con lo studio di lingue fino a quel momento sconosciute come quelle aborigene dell'Australia e l'esplorazione, tuttora in corso, di territori sotto questo profilo ancora vergini come la Nuova Guinea e il Sudamerica tropicale: un fatto mai avvenuto in proporzioni così estensive, che ha prodotto un terremoto delle conoscenze devastante per tutte le teorie che si sono succedute nell'ultimo cinquantennio. A questo mutamento epocale non hanno certo contribuito i linguisti "da tavolino", ma quei ricercatori che, bagagli alla mano, sono andati sul posto e come i vecchi "viaggiatori" ci hanno edotto della straordinaria ricchezza linguistica del pianeta, ragguagliandoci sulle lingue più disparate e singolari : una ricchezza che non è completamente naturale né completamente culturale e fa del linguaggio, un "oggetto di terza specie", il più complesso di tutti, rivelatosi irriducibile alle aspettative teoriche anche più modeste.
Il genio della lingua D'arcangelo Lucio - Solfanelli, 2016 - Ulisse
Il secolo XX è stato, in buona parte, il secolo della linguistica generale, che ha prodotto sostanziali avanzamenti nello studio del linguaggio. Basta citare con Saussure linguisti come Hjelmslev, per cui la lingua è una forma-contenuto, o Sapir, che, crocianamente, mette l'accento sull'estetica, ovvero sul carattere metaforico del linguaggio. Con essi la linguistica ha conquistato la propria autonomia scientifica. Ma dal secondo dopoguerra in poi c'è stato, soprattutto nel mondo anglosassone, un ritorno a concezioni premoderne di stampo razionalistico, che hanno riportato lo studio del linguaggio nell'alveo della psicologia e in un certo senso della metafisica. Prima gli "universali" di Greenberg e poi l'antilinguistica di Chomsky hanno creato un clima concettuale aprioristico e sterile. L'idea che tutte le lingue hanno la stessa struttura ad un livello più o meno astratto è diventata per molti un articolo di fede ed alcune riviste specializzate lo diffondono con impegno anche fuori degli Stati Uniti. Si è aggiunta una proliferazione di teorie grammaticali costruite su basi puramente logiche e prive di effettivi riscontri nella realtà delle lingue.
La spirale di Gabelentz. Morfologia e tipologia delle lingue D'arcangelo Lucio - Solfanelli, 2012 - Ulisse
Si è parlato spesso, specie nei media, della presunta "rivoluzione" chomskyana, ma la vera rivoluzione, cominciata negli anni '70, sta nell'ampliamento planetario dell'orizzonte scientifico con lo studio di lingue fino a quel momento sconosciute come quelle aborigene dell'Australia e l'esplorazione, tuttora in corso, di territori sotto questo profilo ancora vergini come la Nuova Guinea e il Sudamerica tropicale: un fatto mai avvenuto in proporzioni così estensive, che ha prodotto un terremoto delle conoscenze devastante per tutte le teorie che si sono succedute nell'ultimo cinquantennio. A questo mutamento epocale non hanno certo contribuito i linguisti "da tavolino", ma quei ricercatori che, bagagli alla mano, sono andati sul posto e come i vecchi "viaggiatori" ci hanno edotto della straordinaria ricchezza linguistica del pianeta, ragguagliandoci sulle lingue più disparate e singolari: una ricchezza che non è completamente naturale né completamente culturale e fa del linguaggio, un "oggetto di terza specie", il più complesso di tutti, rivelatosi irriducibile alle aspettative teoriche anche più modeste.