Egea Libri
Libri editi da Egea con argomento Societa Contemporanea Studi culturali (Cultural studies)
Prossime uscite su SOCIETA CONTEMPORANEA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788894604436 La crisis del mundo moderno. Ediz. spagnola e francese
- 9788894604405 La crisi del mondo moderno. Ediz. italiana e francese
Crescere! Un manifesto in dodici mosse Morace F. (Cur.) - Egea, 2017 - Cultura E Società
Vero e proprio manifesto della crescita, con la sua coralità di interventi, il libro disegna - da punti di vista diversi e complementari - una prospettiva nuova entro cui ripensare in profondità il processo stesso di generazione del valore: un'idea di sostenibilità espansiva, non privativa o decrescente, ma tutta fondata sulla forza delle relazioni umane. Le componenti di solidarietà, empatia, lealtà ne escono enfatizzate, con il loro effetto moltiplicatore. Il valore umano delle relazioni e delle transazioni commerciali viene recuperato in una convergenza inaspettata tra primo, secondo e terzo settore. Il valore finanziario dell'esperienza non appare più come motore centrale dell'economia e crescono invece il ruolo e l'importanza dell'impegno sociale e dei diritti civili, su cui l'intero mercato globale verrà riplasmato. Un cambiamento paradigmatico, sei imperativi di crescita (educare, coltivare, inventare, intraprendere, investire, comunicare), dodici punti operativi - tante sono le tesi del manifesto -: una proposta potenzialmente capace di rivoluzionare il nostro modo di vivere. Contributi di Franco Bolelli, Francesco Cancellato, Luciano Canova, Massimiliano Dona, Maria Letizia Gardoni, Linda Gobbi, Andrea llly, Claudio Marenzi, Stefano Moriggi, Ivana Pais, Daniele Pario Perra, Francesco Pugliese, Alessandro Rosina, Rossella Sobrero, Cristina Tajani.
Crescita felice. Percorsi di futuro civile Morace Francesco - Egea, 2015 - Cultura E Società
La tensione verso la crescita è biologica: crescono i bambini, crescono le piante e tutti gli organismi viventi. La crescita non può quindi rappresentare un problema, salvo confonderla con la concezione smisurata di una tendenza illimitata, lineare, non sostenibile. Legato a quello di prosperità, il concetto di crescita esprime la speranza responsabile per la costruzione di un futuro migliore, non il progresso automatico e inevitabile dei nostri standard di vita. E se la visione parziale della decrescita felice propone una diagnosi corretta (l'inadeguatezza dell'attuale modello di sviluppo) ma una terapia sbagliata (il ripiegamento nostalgico su un passato migliore e frugale), la crescita felice fa leva su dinamiche tutte compatibili con il bene comune: si alimenta di economie circolari, promuove relazioni generative, attiva magnetismi sociali. In questa prospettiva anche il consumo - rivoluzionario, liberatorio, evolutivo quando si combini con una visione sostenibile e condivisa del mondo - si rivela occasione vitale e felice. È questo il presupposto che più si allontana dall'ideologia demonizzante della decrescita, incapace di cogliere gli innegabili elementi di libertà della società dei consumi. Il consumo si trasforma in una pratica felice se diventa il metronomo della relazione tra gli uomini, se facilita e permette il riconoscimento sociale senza peraltro costituirne l'unica chiave identitaria e nemmeno la più importante. Prefazione di Franco Bolelli.
Boomerang. Perché cent'anni di tecnologia non hanno (ancora) migliorato il mondo Palmarini Nicola - Egea, 2014 - Cultura E Società
Il boomerang è uno strumento infido: Charlie Brown l'ha provato sulla sua pelle. Ha bisogno di perizia, spazio, tempismo. Richiede una dose di rischio. Non è un gioco, comunque la si pensi. Per questo è una metafora che racconta maledettamente bene il modo con cui abbiamo lanciato negli ultimi cent'anni i nostri stream di ricerca, aspirazione, desiderio, ambizione attraverso la tecnologia, in nome di un non meglio identificato futuro che però assomiglia sempre di più alla fine dell'utopia. Questi boomerang hanno viaggiato. Alcuni per distanze e fratture temporali brevissime. Altri stanno ancora compiendo la loro parabola. Altri ancora, molti, troppi, ricadono - ieri, oggi, chissà come e quanto domani - sulla nostra vita. Hanno incisa la fine dell'utopia sul legno del loro dorso. Hanno effetti devastanti per il pianeta. Colpiscono ripetutamente, inaspettatamente (in un'era in cui dichiariamo di saper prevedere tutto), indistintamente, implacabilmente. Quando li abbiamo lanciati eravamo nel pieno del nostro sogno di crescita, di sviluppo, di possibilità. Alla scoperta di una nuova definizione di infinito, direttamente gestita dalle nostre mani e dal nostro sapere, abbiamo caricato la tecnologia di responsabilità mostruose nel promettere la salvezza per ogni disastro, la cura a ogni malattia, la soluzione a ogni equazione. Tutto era lontano e non ci siamo dati troppa pena delle conseguenze. Ma oggi?