La Vita Felice Libri
Libri editi da La Vita Felice con argomento Stendhal Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1800 al 1900
Piccolo dizionario musicale stendhaliano Bottacin A. (Cur.) - La Vita Felice, 2016
"Nell'ambito delle opere recenti di maggior spicco dedicate a Stendhal "Dilettante" (nel senso etimologico del termine, NdT), questo Dizionario Musicale Stendhaliano, che il suo autore - Annalisa Bottacin - qualifica modestamente come "piccolo", si presenta quale insieme di erudizione e di piacevole diletto. In effetti, il piccolo dizionario consente di addentrarsi, attraverso le varie note relative agli interpreti e ai danzatori citati dal "Dilettante", nel ruolo fondamentale svolto dalle arti della musica e della danza sui principali palcoscenici europei, dalla metà del XVIII secolo a quella del secolo seguente, e di seguirne in tal modo le trasformazioni più salienti. L'indagine di Annalisa Bottacin suscita ammirazione. La studiosa dimostra di conoscere assai bene il suo Stendhal. E infatti l'insieme dell'opera del grenoblese a essere esplorata: in primo luogo gli scritti sulla musica, ma anche le Oeuvres intimes (Souvenirs d'Egotisme, Vie de Henry Brulard, Journal, Journal littéraire, Correspondance Générale), gli articoli di Stendhal giornalista, tra cui in particolar modo il Courrier Anglais, i Mélanges (di letteratura, pittura e musica), i racconti di viaggio (in Italia e in Francia), L'Histoire de la Peinture en Italie, senza dimenticare i romanzi, i racconti, le novelle e il trattato De l'Amour." (Dalla Prefazione di Suzel Esquier)
Studi su Stendhal e «La Certosa di Parma». Testo francese a fronte Balzac Honoré De Di Branco P. (Cur.) - La Vita Felice, 2019 - Il Piacere Di Leggere
«Monsieur Beyle, più conosciuto con lo pseudonimo di Stendhal è, secondo me, uno dei maestri più importanti della Letteratura delle Idee [...]. La Charteuse de Parme è, nella nostra epoca e fino ad ora, ai miei occhi, il capolavoro della Letteratura delle Idee, e Monsieur Beyle vi ha saputo fare delle concessioni alle altre scuole che le persone intelligenti possono accettare e che sono soddisfacenti per entrambi i campi.» Quando, il 14 ottobre 1840, il console francese a Civitavecchia Monsieur Henri Beyle, noto a noi come Stendhal, ricevette con il battello postale proveniente da Marsiglia il terzo numero della «Revue Parisienne», la rivista politico-letteraria fondata, diretta e quasi interamente scritta da Balzac, trasecolò. Più della metà della rivista era occupata da un articolo, un vero e proprio saggio letterario, intitolato Études sur M. Beyle, dedicato alla sua Certosa di Parma. E che articolo! In esso Stendhal veniva riconosciuto come uno dei maggiori scrittori della Francia contemporanea, un vero e proprio genio, e il romanzo il capolavoro di quella che veniva definita la Letteratura delle Idee [...]. Ma l'interesse dell'articolo non è limitato solo all'analisi letteraria che uno dei maggiori scrittori dell'Ottocento fa a uno dei maggiori capolavori della sua epoca, né allo stile in cui è scritto; forse l'interesse maggiore sta nel lungo riassunto che Balzac fa del romanzo di Stendhal [...]. L'articolo di Balzac ha avuto larga fortuna editoriale, ma in italiano è stato tradotto una sola volta, all'interno di un'antologia degli scritti critici di Balzac, da Mario Bonfantini nel 1958. Qui lo presentiamo insieme alle diverse risposte di Stendhal. Lungi dal voler fare un'operazione di esclusivo interesse filologico, si vuole offrire al lettore uno strumento per entrare nella psicologia di Stendhal. Balzac visto e raccontato da Stendhal e, beninteso, Stendhal visto da se stesso.
Stendhal e Manzoni Grechi Gian Franco - La Vita Felice, 2007 - Porte Aperte
Sei saggi di Gian Franco Grechi per la gioia dei lettori di Stendhal e Manzoni. I due scrittori non si conoscevano, ma Stendhal vive a Milano dal 1815 al 1821 ("il periodo più bello della mia vita") immerso nello stesso ambiente nel quale ormai Manzoni è affermato protagonista. Numerosi i riferimenti al Manzoni negli scritti di questo periodo; un'attenzione particolare viene dedicata alle liriche manzoniane più che al romanzo. Tuttavia sia nei racconti che nella Certosa di Parma i riferimenti e gli echi manzoniani stuzzicano il lettore. Le spigolature stendhaliane di Gian Franco Grechi aprono nuovi orizzonti alla letteratura comparata e ai semplici amanti dei due scrittori, con una trama mai banale e al contempo divertente. Non poteva mancare Leonardo Sciascia nel saggio finale Trois "affaires", dedicato a La storia della colonna infame, Les Cenci e La strega e il capitano.