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Libri editi da Abe con argomento Ladislao I Di Napoli
Spose al veleno per re Ladislao: pupe e pozioni che uccisero il sovrano di Neapulia di Gaeta nel 1414 Bascetta Arturo Cuttrera Sabato - Abe, 2022 - Cronache Regno Di Napoli Fra 1400 E 1500
A Napoli dicevano che il veleno inseguì Ladislao per tutta la vita. «A Capua, nel 1396, era scampato per miracolo alla morte: il suo coppiere che aveva bevuto prima di lui, Cola di Fusco, cedette di schianto e Ladislao sopravvisse alle febbri venefiche, ma si portò per il resto dei suoi giorni una leggera balbuzie e da quel momento non si fidò più di nessuno». A dire dei più «la sua fine fu segnata da un inganno: il Re Ladislao, invaghito della bella figlia di un medico fiorentino della schiera nemica dei Durazzo, chiese al padre di farla coricare con lui; il medico acconsentì, ma intinse di veleno - con un pannicello medicato con lo quale se devesse anectare la natura - le labbra intime della ragazza, e fu così che Ladislao capitolò alla trappola baciando il sesso dell'amante». Tutti i suoi ambiziosi progetti non si realizzarono mai perché, colpito dalla malattia venerea, fece presto rientro a Napoli, dove morì il 6 agosto 1414. Ancora oggi non è dato sapere se l'avvelenamento che distrusse la vita del giovane sovrano a soli 38 anni fu esecuzione politica di Firenze, se fu opera di una fanciulla, o se in realtà fu una malattia infettiva dell'apparato genitale, causata dalle abitudini sessuali dissolute e promiscue del sovrano. C'è una locuzione latina nota per essere stata spesso sulla bocca di Ladislao I Durazzo. Difatti, del Re che unificò l'Italia da Perugia a Taranto, è ancora vivo il suo motto, aut Caesar, aut nihil! Proprio così: O Cesare, o niente!
Re Ladislao di Salerno da Partenope a Lecce. Il trono di Castel del Vove nel regno di Heapula Bascetta Arturo Cutrera Sabato - Abe, 2014 - Cronache Regno Di Napoli Fra 1400 E 1500
Re Ladislao considerava Taranto un'eredità di famiglia. Lui, che fu un amante della bellezza, delle donne e poi... chissà, fu l'unico principe di Salerno a nascere già re, dal grembo della madre Margherita Sanseverino sposa di Carlo III Durazzo. Ma Ladislao fu più di un sovrano, perché la sua conquista giunse oltre Perugia e dovette guadagnarsi paese per paese il titolo del regno che egli stesso rifondò a Partenope: Heapoli. Poi cominciò le annessioni più difficili, ma fu magnanimo, anzi fu il primo re eletto dalla corte dei Magni detto Il Magnanimo, sul trono dell'Acquola de' Amalfi che non ebbe necessità di essere riconosciuto da nessun papa o antipapa. Finì avvelenato a pochi giorni dalla morte della madre, colpita dalla peste di Acquamela, a Baronissi, e sepolta nel Duomo di Salerno.