Il tintinnio delle posate d'argento si spegne di colpo quando Ernest Everhard varca la soglia della dimora degli Everhard, portando con sé il gelo di una verità indicibile.
Avis, giovane erede borghese, scopre attraverso le parole del carismatico Everhard la violenza sistemica che sostiene il benessere della propria classe, in un'ascesa verso la rivolta armata.
Il salotto patinato si trasforma in una trincea dialettica sotto la voce ferma del socialista, che smaschera il cinismo degli industriali contro i lavoratori sfruttati nelle periferie. Le pagine del diario di Avis narrano la metamorfosi di una donna sospesa tra il lusso delle certezze infrante e la brutale repressione del potere capitalistico che schiaccia ogni dissenso.
Tutto stava per crollare.
La discesa negli abissi della resistenza politica clandestina si consuma tra le ombre dei vicoli e la freddezza delle esecuzioni sommarie, dove il conflitto tra capitalisti e lavoratori raggiunge una cruda, ineluttabile ferocia.
L'ideologia del Tallone di ferro si abbatte senza distinzioni, trasformando la vita quotidiana in una lotta per la sopravvivenza in un contesto di oppressione totalitaria, dove l'amore si fa testimonianza estrema contro la violenza organizzata del capitale che non concede alcuna via di fuga ai ribelli.
Il manoscritto di Avis riposa nel silenzio, unica traccia di un incendio che ha consumato le vite di coloro che osarono sfidare l'impossibile.
Per chi è
✔ Lettori di classici della letteratura distopica sociale.
✔ Appassionati di narrativa politica dell'inizio Novecento.
Perché è diverso
L'opera anticipa con precisione quasi documentaristica i regimi totalitari del ventesimo secolo, utilizzando la struttura del diario privato per filtrare il crollo della democrazia. La narrazione si distingue per la fusione tra analisi sociologica rigorosa e la forza dirompente di una profezia storica che trasforma l'eroe romantico in una figura tragica e fondativa.
Dettagli Bibliografici
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