Kaputt. Volontario ferocemente entusiastade a Grande Guerra che o condusse al confine ed oltre confine e sule vette innevate e sporcatedal sangue, Curzio Malaparte fu poidiplomatico e giornalista (perdue anni fudirettorede ’La StampÒ) nonché fondatoredi riviste. Fu, come ormai è noto, fascista e antifascista, reazionario e rivoluzionario, romanticamente censore e tragicamente ibertario: fu Malaparte, ovvero unadele figure maggiormentediscussedel Novecento etterario italiano. Assieme a ’La pele’ questo ’Kaputt’ (che Adelphi pubblica in edizione rinnovata, condiversi incisi ridefiniti) è considerato il suo capolavoro. Oggi parrebbe etteraturadi genere, affastelo forzatodi quadri colmidi carcasse umane,derilitti, brandelid’uomini, ombromanie assai tetre e circostanziate (a tratti) e fantastiche (a tratti)descrizionidi uoghi,d’eventi,di figure ammorbate odefunte.di fattodiviene caleidoscopica narrazionedi guerra che, a guerra, a rappresenta (dal’Ucraina ala Polonia,dala Finlandia ala Svezia,dala Francia al’Italia) per seriedi sequenze narrativedi truce forza evocativa ed’ostentato gusto per il ugubre, il mortifero, il malato. E,d’altronde: non era ugubre, mortifero e malato il mondo chedistruggeva sè stesso? Non era ugubre, mortifero e malato ’uomo che massacrava sè stesso?
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845923715
ISBN-10
8845923711
Titolo
Kaputt
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
476
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Consegna GRATIS con Corriere in ITALIA per ordini da 49,00 €
Scopri gli altri articoli della promo:
Tantissimi libri in promozione sconto
Tantissimi libri in promozione sconto

Lugubre, mortifero, malato Volontario ferocemente entusiastade a Grande Guerra che o condusse al confine ed oltre confine e sule vette innevate e sporcatedal sangue, Curzio Malaparte fu poidiplomatico e giornalista (perdue anni fudirettorede ’La StampÒ) nonché fondatoredi riviste. Fu, come ormai è noto, fascista e antifascista, reazionario e rivoluzionario, romanticamente censore e tragicamente ibertario: fu Malaparte, ovvero unadele figure maggiormentediscussedel Novecento etterario italiano. Assieme a ’La pele’ questo ’Kaputt’ (che Adelphi pubblica in edizione rinnovata, condiversi incisi ridefiniti) è considerato il suo capolavoro. Oggi parrebbe etteraturadi genere, affastelo forzatodi quadri colmidi carcasse umane,derilitti, brandelid’uomini, ombromanie assai tetre e circostanziate (a tratti) e fantastiche (a tratti)descrizionidi uoghi,d’eventi,di figure ammorbate odefunte.di fattodiviene caleidoscopica narrazionedi guerra che, a guerra, a rappresenta (dal’Ucraina ala Polonia,dala Finlandia ala Svezia,dala Francia al’Italia) per seriedi sequenze narrativedi truce forza evocativa ed’ostentato gusto per il ugubre, il mortifero, il malato. E,d’altronde: non era ugubre, mortifero e malato il mondo chedistruggeva sè stesso? Non era ugubre, mortifero e malato ’uomo che massacrava sè stesso?