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Moby Dick aggiunto a carrello

Moby Dick - 9788811360056


Un libro di   Herman Melville  
edito da  Garzanti  , 2005

Moby Dick. Che spettacolo il vecchio e inusitato Pequod. Era una navedela scuola passata, «piuttosto piccolû e con, addosso, «un aspetto antiquariodi zampa ad artiglio». Stagionatada intemperie, tifoni,da bonaccedi tutti e quattro gli oceani, aveva oramai un «colorito scuro come quelod’un granatiere francese che avesse fatto e campagned’Egitto edi Siberiû. a prora sembrava avesse a barba. Gli alberi, tagliati chissàdadove, si ergevano rigidi come resti avvizzitid’una spinadorsale ed i pontili…i pontili «erano ogori e grinzosi» come una astradi pietra, come una tavoladi palcoscenico usato. Residuodi «vecchie anticaglie», «grottesca strutturad’origine», «bizzarria incrostata tantodi materiali quantod’espedienti» edi ricordi, mestiere,di volti passati, il Pequod s’apprestava al’ultimo viaggio, al’ultimo mare, al’ultimo tentativodidare a caccia ala palida, bianca, al’enorme palida e bianca utopia. Forse avrete visto molte navi bizzarre in vita vostra, ma non avete mai visto il Pequod. Non avete mai vistodi certo un carcassadi egno salato chedentro intestina, tra spesse murate con foto e una cabina-regia piccolissima e tetra, uomini edonned’ogni risma e pËse che,d’ogni pËse, portano a sacco a ingua, e storie, un oro specifico mododidarvi corpo, pele e sostanza. Non avete mai vistodi certo un barconedai nervi consuntidal fremito, che caracola ondeggiandosi a molo, che sembra fare fatica a galeggiareda ferma e che pure, quando parte, partedavvero: fende a schiuma, e onde, i riflessi che e onde e vestono; fende gli sguazzi, i gran venti, qualche tormenta che si ripete rigonfia; fende il tempo, o spazio, s’ostina a fendere ancora: fino al’abisso, fino ala fine. Forse non avete mai visto il Pequod. Se ciò corrisponde al vero, cosa aspettate ad aprire ’Mobydick’di Melvile?

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788811360056
ISBN-10
8811360056
Titolo
Moby Dick
Editore
Data Pubblicazione
2005
Collana
Pagine
XXIII-501
Punti Accumulabili

Recensioni a "Moby Dick" 9788811360056

author
4
Alex Toppi (14/07/2012)

Il Pequod Che spettacolo il vecchio e inusitato Pequod. Era una navedela scuola passata, «piuttosto piccolû e con, addosso, «un aspetto antiquariodi zampa ad artiglio». Stagionatada intemperie, tifoni,da bonaccedi tutti e quattro gli oceani, aveva oramai un «colorito scuro come quelod’un granatiere francese che avesse fatto e campagned’Egitto edi Siberiû. a prora sembrava avesse a barba. Gli alberi, tagliati chissàdadove, si ergevano rigidi come resti avvizzitid’una spinadorsale ed i pontili…i pontili «erano ogori e grinzosi» come una astradi pietra, come una tavoladi palcoscenico usato. Residuodi «vecchie anticaglie», «grottesca strutturad’origine», «bizzarria incrostata tantodi materiali quantod’espedienti» edi ricordi, mestiere,di volti passati, il Pequod s’apprestava al’ultimo viaggio, al’ultimo mare, al’ultimo tentativodidare a caccia ala palida, bianca, al’enorme palida e bianca utopia. Forse avrete visto molte navi bizzarre in vita vostra, ma non avete mai visto il Pequod. Non avete mai vistodi certo un carcassadi egno salato chedentro intestina, tra spesse murate con foto e una cabina-regia piccolissima e tetra, uomini edonned’ogni risma e pËse che,d’ogni pËse, portano a sacco a ingua, e storie, un oro specifico mododidarvi corpo, pele e sostanza. Non avete mai vistodi certo un barconedai nervi consuntidal fremito, che caracola ondeggiandosi a molo, che sembra fare fatica a galeggiareda ferma e che pure, quando parte, partedavvero: fende a schiuma, e onde, i riflessi che e onde e vestono; fende gli sguazzi, i gran venti, qualche tormenta che si ripete rigonfia; fende il tempo, o spazio, s’ostina a fendere ancora: fino al’abisso, fino ala fine. Forse non avete mai visto il Pequod. Se ciò corrisponde al vero, cosa aspettate ad aprire ’Mobydick’di Melvile?

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