Un battaglione di ombre barcolla tra le bottiglie infrante, mentre il ghiaccio della Carelia assorbe il sangue e il vino versato.
Nel rigido inverno del 1918, la giovane Irène Némirovsky osserva la dissoluzione di un mondo riflessa nel saccheggio delle cantine imperiali finlandesi.
Il gelo notturno avvolge i miliziani che si abbandonano a un delirio etilico, trasformando le stanze del palazzo in una scena grottesca.
Tutto brucia.
Le donne si mescolano ai soldati in un caos di risse e svenimenti, mentre il conflitto tra le aspirazioni indipendentiste finlandesi e l’ombra di Kerenskij si sgretola sotto l'effetto dell'alcol.
La tensione si sposta sui volti di Aino e Hjalmar, figure che emergono dal tumulto cercando una via di fuga nell'instabile Carelia della Rivoluzione d’ottobre.
Mentre le cannonate rimbombano in lontananza, il loro legame si consuma in un contesto di rovine fumanti, segnando il passo verso quell'ubriacatura collettiva nel gelo che definisce la perdita definitiva di ogni equilibrio precedente.
Sotto il cielo invernale, il riverbero dei cannoni accompagna il silenzio definitivo di un'epoca che si è spenta tra vetri infranti e neve sporca di rosso.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura russa del primo Novecento.
✔ Appassionati di memorialistica europea tra le due guerre.
Perché è diverso
L'opera traccia un legame diretto tra l'esperienza biografica dell'autrice in esilio e la costruzione corale della sua narrazione matura. La struttura unisce due racconti che, esplorando il crollo dell'ordine imperiale in una periferia remota, offrono una prospettiva intima e brutale sugli sconvolgimenti politici del periodo.
Dettagli Bibliografici
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