Il sibilo dei bombardieri squarcia il cielo sopra Torino, costringendo Corrado a cercare rifugio lungo i sentieri boscosi che circondano la città.
In una casa isolata sui versanti collinari, un uomo osserva il conflitto civile che consuma il paese, rifugiandosi in una passività che si trasforma presto in tormento.
L’osteria Le Fontane accoglie il ritorno di Cate, legata a un passato mai del tutto sopito, mentre la presenza di Dino insinua il dubbio di una paternità negata.
Tutto resta sospeso.
Il distacco di Corrado si scontra con l’impegno dei giovani che scelgono la resistenza, mentre la guerra civile nelle Langhe divora la quiete apparente di quelle colline. La ricerca di una vita semplice cede il passo al peso di una scelta evitata, rendendo impossibile ogni forma di appartenenza.
L’arresto di Cate e la fuga di Dino verso le formazioni partigiane smantellano il suo isolamento, evidenziando il vuoto dell'estraneo che non ha preso parte alla lotta partigiana piemontese. Il silenzio delle colline non è più un rifugio, ma uno specchio in cui si riflettono la propria viltà e l’incapacità di agire mentre il mondo attorno a lui si sgretola definitivamente.
Corrado attraversa le strade devastate, consapevole che il rimorso è l'unico bagaglio rimasto di una guerra che non ha saputo comprendere.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa esistenziale italiana del Novecento.
✔ Chi segue la memorialistica letteraria del secondo dopoguerra.
Perché è diverso
La struttura narrativa fonde l'introspezione psicologica con il paesaggio naturale, trasformando la collina in un limbo etico invece che in un semplice rifugio geografico. L'opera si distingue per l'assenza di risoluzione eroica, focalizzando l'intera architettura sulla paralisi morale di chi osserva la storia senza riuscire a intervenirvi.
Dettagli Bibliografici
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