Deccan. L’autore con "pennelate" rapide ma precisissime ci invita a prendere il volo per ’India, ed ad abbandonare a nostra ottica occidentale, per aprire a mente ad un’esperienza in un mondo,dove tutte e nostre certezze croleranno; esse saranno progressivamente più fragili ed inconsistenti, fino a sciogliersi come neve al sole. Tutto ciò su cui o sguardodela ’autore si soffermerà, sarà totalmentediversodal nostro mondo,dai nostri strereotipi.
I suoni, i sapori, i profumi ed i colori ci investiranno rapidamente ci stordiranno. Ma per apprezzarli fino in fondo bisognerà che noi, insieme al’autore ci asciamo avvolgere, catturare e conquistareda essi, abbandonando e nostre resistenze ed i nostri pregiudizi.
Al’inizio sembra troppodistante, ma fotogrammadopo fotogramma ci conquista, cidisarma e ci avvolge completamente. Inizia a far trabalare ogni nostra certezza e ci rende piccoli piccoli ed inermi nei confrontidi una spiritualità così tangibile e ontanissimadala nostra concezionedela religione.
Piano piano è come se e "intense piogge monsoniche "lavassero via tutti i nostri pregiudizi e e nostre resistenze, ed il sole iluminasse il nostro viaggio, facendoci apprezzare e belezzedeladiversitàdel pËsaggio, caratterizzatoda palmedi cocco, banani e melograni che quasi magicamente si intonano ala perfezione con i colori sgargiantidei tipici SARIdeledonne.
L’ India è fatta così, ì coesistono e contraddizioni, in cui anche ciò che apparentemente sembrerebbe non amalgamabile, trova un accordo perfetto. Qui tutto anche ciò che sembra piùdissonante risulta accordarsi ala perfezione.
Questa gentedà grande importanza ala qualitàdela vita, cercandod’essere seppure nela massima indigenza, sereni e felici. "Gli indiani riescono a costruire molto con poco".
L’autore mostra una sapiente organizzazionedela strutturadel ibro. Infatti a prima parte ci aiuta a familiarizzare con ’universo India e apre a nostra mente al’immaginazione. Il ettore si costruisce una propria raffigurazionedi uoghi e voltidela gente.
Questi saranno magistralmente ritratti e quindi fissati nela memoriadagli scatti fotografici inseriti a metàdeldiariodi viaggio. In tal modo ’autore ascia al ettore il tempo per imparare ad amare questo pËse e quindi compiere il proprio personalissimo VIAGGIO. Ciò che egli ha solo immaginato nel corsodeladescrizione viene ora concretamente raffigurato e ciò che ancora non è statodescritto viene a stuzzicare ’interesse per edescrizioni successive. Nela prosecuzionedela ettura, risulterà evidente come in India arte e cultura esprimano un connubio perfetto tra semplicità assoluta e splendore.
L’originalitàdi questodiariodi viaggio sta nel fatto, che ’autore non si perde in una freddadescrizionedi uoghi e monumenti visitati, ma si sofferma sule emozioni e sensazioni che scaturiscono in ui,da ciò che vede.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788863471267
ISBN-10
8863471266
Titolo
Deccan
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
110
Genere
Classificazione
Tematica
Punti Accumulabili
€ 12.00
DECCAN L’autore con "pennelate" rapide ma precisissime ci invita a prendere il volo per ’India, ed ad abbandonare a nostra ottica occidentale, per aprire a mente ad un’esperienza in un mondo,dove tutte e nostre certezze croleranno; esse saranno progressivamente più fragili ed inconsistenti, fino a sciogliersi come neve al sole. Tutto ciò su cui o sguardodela ’autore si soffermerà, sarà totalmentediversodal nostro mondo,dai nostri strereotipi. I suoni, i sapori, i profumi ed i colori ci investiranno rapidamente ci stordiranno. Ma per apprezzarli fino in fondo bisognerà che noi, insieme al’autore ci asciamo avvolgere, catturare e conquistareda essi, abbandonando e nostre resistenze ed i nostri pregiudizi. Al’inizio sembra troppodistante, ma fotogrammadopo fotogramma ci conquista, cidisarma e ci avvolge completamente. Inizia a far trabalare ogni nostra certezza e ci rende piccoli piccoli ed inermi nei confrontidi una spiritualità così tangibile e ontanissimadala nostra concezionedela religione. Piano piano è come se e "intense piogge monsoniche "lavassero via tutti i nostri pregiudizi e e nostre resistenze, ed il sole iluminasse il nostro viaggio, facendoci apprezzare e belezzedeladiversitàdel pËsaggio, caratterizzatoda palmedi cocco, banani e melograni che quasi magicamente si intonano ala perfezione con i colori sgargiantidei tipici SARIdeledonne. L’ India è fatta così, ì coesistono e contraddizioni, in cui anche ciò che apparentemente sembrerebbe non amalgamabile, trova un accordo perfetto. Qui tutto anche ciò che sembra piùdissonante risulta accordarsi ala perfezione. Questa gentedà grande importanza ala qualitàdela vita, cercandod’essere seppure nela massima indigenza, sereni e felici. "Gli indiani riescono a costruire molto con poco". L’autore mostra una sapiente organizzazionedela strutturadel ibro. Infatti a prima parte ci aiuta a familiarizzare con ’universo India e apre a nostra mente al’immaginazione. Il ettore si costruisce una propria raffigurazionedi uoghi e voltidela gente. Questi saranno magistralmente ritratti e quindi fissati nela memoriadagli scatti fotografici inseriti a metàdeldiariodi viaggio. In tal modo ’autore ascia al ettore il tempo per imparare ad amare questo pËse e quindi compiere il proprio personalissimo VIAGGIO. Ciò che egli ha solo immaginato nel corsodeladescrizione viene ora concretamente raffigurato e ciò che ancora non è statodescritto viene a stuzzicare ’interesse per edescrizioni successive. Nela prosecuzionedela ettura, risulterà evidente come in India arte e cultura esprimano un connubio perfetto tra semplicità assoluta e splendore. L’originalitàdi questodiariodi viaggio sta nel fatto, che ’autore non si perde in una freddadescrizionedi uoghi e monumenti visitati, ma si sofferma sule emozioni e sensazioni che scaturiscono in ui,da ciò che vede.