Il crepitio del fucile a ripetizione spezza il silenzio della savana, segnando il confine tra il mirino di un cacciatore e la carne di una preda.
Flynn Patrick O'Flynn, cacciatore d'avorio nel Mozambico del 1912, e Herman Fleischer, commissario tedesco nel Tanganika, incarnano due visioni del mondo destinate a uno scontro fisico inconciliabile. In un territorio sterminato, il loro risentimento privato si trasforma in una sfida bellica che devasta l'Africa orientale.
Il Mozambico accoglie Flynn tra le piste battute dagli elefanti, dove ogni respiro è dettato dal battito della natura selvaggia e dall'istinto puro di chi rifiuta i recinti delle convenzioni sociali. Fleischer risponde dall'altra parte del confine con la geometria rigida delle uniformi prussiane, trasformando la polvere della frontiera in un ufficio di archivi e gerarchie militari inflessibili.
Odio puro.
L'innesco del conflitto mondiale trasforma la rivalità personale in una caccia spietata, costringendo i due a muoversi tra le rovine del bush in un duello mortale nel Tanganika. Le dinamiche di questa caccia all'uomo nella savana si intrecciano con la violenza delle truppe imperiali, rendendo il paesaggio africano non più uno scenario, ma il teatro di una resa dei conti che non ammette alcuno spazio per la diplomazia o la pietà.
La terra del Mozambico trattiene il calore di un ultimo proiettile, in attesa che il cacciatore e il predatore si confondano in una sola macchia di sangue sotto il sole rovente.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica di ambientazione coloniale.
✔ Appassionati di romanzi d'avventura d'inizio Novecento.
Perché è diverso
La narrazione abbandona le prospettive belliche astratte per concentrarsi sul contrasto antropologico tra due uomini che rappresentano visioni inconciliabili dell'ordine e della libertà. La struttura segue l'evoluzione di una faida personale che trascende i propri confini, radicandosi in un contesto geografico specifico e brutale.
Dettagli Bibliografici
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