La canna del fucile scotta sotto il sole di mezzogiorno, puntata verso le piste invisibili dove gli elefanti spostano la polvere rossastra della savana.
Flynn Patrick O'Flynn e Herman Fleischer trasformano la vasta terra del Mozambico in uno scacchiere di odio personale, incrociando i destini durante l'espansione del conflitto bellico in Africa orientale.
L'erba alta della boscaglia nasconde i passi di O'Flynn, cacciatore che insegue solo la propria indomabile fame di orizzonti sconfinati e di vita nomade.
Il cielo brucia.
Dall'altra parte del confine, Fleischer impone il rigore delle caserme tedesche e una disciplina d'acciaio pronta a smantellare ogni traccia di disordine selvaggio tra le foreste.
La caccia tra i due si trasforma in una sistematica distruzione dei rifugi nemici, mentre la guerra coloniale nel Tanganika trasforma l'intera regione in un labirinto di agguati letali.
Ogni villaggio abbandonato e ogni fiume guadato diventano testimoni di un duello per la savana, dove l'ordine imperiale si scontra brutalmente con l'istinto di sopravvivenza del predatore solitario, spingendo entrambi oltre ogni limite conosciuto.
Il crepuscolo cala sulla terra arida, lasciando soltanto la cenere dei campi di battaglia e il silenzio teso di chi attende il colpo decisivo.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica di inizio Novecento.
✔ Chi segue le cronache del colonialismo africano.
Perché è diverso
L'opera si distingue per la costruzione speculare di due figure antitetiche, la cui rivalità non è un semplice confronto ideologico ma un conflitto che devasta materialmente l'ecosistema circostante. La narrazione fonde l'asprezza dei territori incontaminati con la brutalità bellica, evitando di posizionare i protagonisti in un quadro morale definito.
Dettagli Bibliografici
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