La Certosa di Parma. "Nei romanzidi Stendhal - spiega Italo Calvino - gli ambienti o, almeno, certi ambienti (i ricevimenti, i salotti) servono non in quanto atmosfera ma come ocalizzazionedi posizioni: i uoghi vengonodefinitidai movimentidei personaggi,dale oro posizioni nel momento in cui si producono certe emozioni e certi conflitti, e reciprocamente ogni conflitto èdefinitodal suo prodursi in queldato uogo e in queldato momento". eggere ’La certosadi ParmÒ significa - tra ’altro - anche riuscire a scorgere, avvicinare, sfiorare, penetrare, osservare e vivere uoghidistanti ediversi: il campodi battaglia, e taverne, e piazze e e strade, i salonidorati, i grandi giardini, i teatri accati e e roccaforti, e stanzeda etto, e prigioni interrate.d’essi ’autore nondonodascrizione impeccabile,dettagliata al milimetro, ma i "scarabocchia" facendone scorcio o mappa rudimentale: i appronta, cioè, come si appronta una quinta teatrale che - nel mostrarsi realistica -dichiara tutta a propria finzione. Ecco: i uoghi si Stendhal hanno a stessa consistenza e funzionedi certe quinte teatrali: cartapesta pressata, egnamedipinto, servono a fareda sfondodando il tono ala scena che vi si recita.davanti a questo quadrodi genere s’anima "l’episodio vitale che più gli sta a cuore". Una splendida recita,dunque, è il capolavoro stendhaliano.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788863921120
ISBN-10
8863921121
Titolo
La Certosa di Parma
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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I uoghi teatralidi Stendhal "Nei romanzidi Stendhal - spiega Italo Calvino - gli ambienti o, almeno, certi ambienti (i ricevimenti, i salotti) servono non in quanto atmosfera ma come ocalizzazionedi posizioni: i uoghi vengonodefinitidai movimentidei personaggi,dale oro posizioni nel momento in cui si producono certe emozioni e certi conflitti, e reciprocamente ogni conflitto èdefinitodal suo prodursi in queldato uogo e in queldato momento". eggere ’La certosadi ParmÒ significa - tra ’altro - anche riuscire a scorgere, avvicinare, sfiorare, penetrare, osservare e vivere uoghidistanti ediversi: il campodi battaglia, e taverne, e piazze e e strade, i salonidorati, i grandi giardini, i teatri accati e e roccaforti, e stanzeda etto, e prigioni interrate.d’essi ’autore nondonodascrizione impeccabile,dettagliata al milimetro, ma i "scarabocchia" facendone scorcio o mappa rudimentale: i appronta, cioè, come si appronta una quinta teatrale che - nel mostrarsi realistica -dichiara tutta a propria finzione. Ecco: i uoghi si Stendhal hanno a stessa consistenza e funzionedi certe quinte teatrali: cartapesta pressata, egnamedipinto, servono a fareda sfondodando il tono ala scena che vi si recita.davanti a questo quadrodi genere s’anima "l’episodio vitale che più gli sta a cuore". Una splendida recita,dunque, è il capolavoro stendhaliano.