Il crepitio del ghiaccio sulla Neva accompagna l'ultimo ballo nei saloni di Pietroburgo mentre le carrozze si allontanano nel buio gelido.
Pierre Bezuchov e Andrej Bolkonskij navigano tra i salotti aristocratici russi e i campi di battaglia di Napoleone, cercando un senso nel tumulto della propria esistenza.
Andrej osserva il cielo infinito di Austerlitz disteso sul terreno gelido, sentendo ogni ambizione militare ridursi a un silenzio opprimente sotto il peso di una gloria ormai priva di sostanza reale.
Tutto appare vano.
Natasa Rostova intreccia i suoi passi di danza con le irrequietezze di un cuore che attraversa l'incoscienza della giovinezza per scontrarsi con le cicatrici del conflitto, mentre la campagna russa contro Napoleone trasforma le dimore patriarcali in rifugi instabili. Pierre cerca la propria identità tra le ceneri di Mosca, smarrendosi nelle trame della nobiltà e nella ricerca spirituale che svela i limiti dell'individuo di fronte al corso della grande storia russa del 1812, un ingranaggio collettivo che non concede tregua ai singoli desideri privati.
L'eco degli spari si spegne nel bianco assoluto della steppa, lasciando solo le tracce indistinte dei sopravvissuti sulla neve eterna.
Per chi è
✔ Lettori di epopee storiche della letteratura russa.
✔ Appassionati di cronache del diciannovesimo secolo.
Perché è diverso
L'opera fonde con precisione chirurgica le ambizioni dei singoli aristocratici con le trasformazioni brutali di un'intera nazione in armi. La struttura alterna con naturalezza la raffinatezza cerimoniale dei balli alla cruda immediatezza degli scontri bellici, mettendo in crisi la percezione tradizionale del tempo storico.
Dettagli Bibliografici
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