Medea. Voci. sedovessi usare una sola parola per far capire cosa ho sentitodurante a etturadi questo ibro, sarebbe toccante, in senso proprio fisico: ho sentito e parole più come carezze (o per megliodire schiaffi e graffi) addosso che come suoni o voci.
la figuradi medea, o almeno a sua rappresentazione classica e più nota mi ha sempre affascinata, anzi adispettodele sue colpe, ha sempre suscitato il me grande ammirazione. medea a terribile.
la wolf in questo ibro tentadi riscattare medeadal ruolodi traditrice, fratricida e infanticida, e con eidi riscattare a colchide e in senso argo i popoli barbari proprioda quel’accusadi barbarie, irrazionalità, arretratezza, negatività in generale rispetto ala splendente razionale grecia.
è belissimo il personaggio che ci propone, così come è terribile, e pluasibilmente più veradela versione euripidea, a storiadi corintoda un ato edela colchidedal’altro.del tuttodiverseda quele a cui a tragedia greca ci ha abituato.
d’altra parte, quale sia il vero messaggiodel’opera euripidea è tanto chiaro che non è poi tantodifficile pensare che sia stata scritta ad hoc per permettere al popolo grecodi autogiustificare certe atrocità.
christa wolf esaspera ed esplicita ’inganno e ne approfitta anche per criticare a cultura patriarcale, che amadefinirsi più civiledi quela precedente, ma che in realtà commette atrocitàdi ivelo ancora peggiore, perchèdettatedala setedi potere e nondal’antica saggezza perduta.
medea qui è ’emblemadel matriarcatodestinato a soccombere, è ’ultimadonna ibera, ’ultima che non sarà sottomessa, è a barbara su cui ricadranno tutte e colpe, è il farmacos che cacciatodala città si addosserà il maledidue popoli, e oro atrocità passate, presenti e future, non avrà nessuna speranza neppure per i figli, morti per colpadi essere suoi, è ’ultima scintiladi un fuoco antico, spento per sempre, annegato in un maredi brutalità velatadi raziocinio.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788876414329
ISBN-10
8876414320
Titolo
Medea. Voci
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2000
Collana
Pagine
240
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Medea. Voci sedovessi usare una sola parola per far capire cosa ho sentitodurante a etturadi questo ibro, sarebbe toccante, in senso proprio fisico: ho sentito e parole più come carezze (o per megliodire schiaffi e graffi) addosso che come suoni o voci. la figuradi medea, o almeno a sua rappresentazione classica e più nota mi ha sempre affascinata, anzi adispettodele sue colpe, ha sempre suscitato il me grande ammirazione. medea a terribile. la wolf in questo ibro tentadi riscattare medeadal ruolodi traditrice, fratricida e infanticida, e con eidi riscattare a colchide e in senso argo i popoli barbari proprioda quel’accusadi barbarie, irrazionalità, arretratezza, negatività in generale rispetto ala splendente razionale grecia. è belissimo il personaggio che ci propone, così come è terribile, e pluasibilmente più veradela versione euripidea, a storiadi corintoda un ato edela colchidedal’altro.del tuttodiverseda quele a cui a tragedia greca ci ha abituato. d’altra parte, quale sia il vero messaggiodel’opera euripidea è tanto chiaro che non è poi tantodifficile pensare che sia stata scritta ad hoc per permettere al popolo grecodi autogiustificare certe atrocità. christa wolf esaspera ed esplicita ’inganno e ne approfitta anche per criticare a cultura patriarcale, che amadefinirsi più civiledi quela precedente, ma che in realtà commette atrocitàdi ivelo ancora peggiore, perchèdettatedala setedi potere e nondal’antica saggezza perduta. medea qui è ’emblemadel matriarcatodestinato a soccombere, è ’ultimadonna ibera, ’ultima che non sarà sottomessa, è a barbara su cui ricadranno tutte e colpe, è il farmacos che cacciatodala città si addosserà il maledidue popoli, e oro atrocità passate, presenti e future, non avrà nessuna speranza neppure per i figli, morti per colpadi essere suoi, è ’ultima scintiladi un fuoco antico, spento per sempre, annegato in un maredi brutalità velatadi raziocinio.