Il giovane Orlando stringe la penna sopra un manoscritto incompiuto, mentre l'odore dell'inchiostro si mescola al profumo della rugiada nei giardini di Knole.
L'esistenza del nobile protagonista si dilata attraverso i secoli, sfidando i confini del genere e le convenzioni sociali tra il fermento letterario del Settecento e l'opulenza vittoriana.
La dimora di trecentosessantacinque stanze osserva il mutare del tempo, trasformandosi in una prigione di memorie per colui che, dopo un sonno a Costantinopoli, si risveglia donna. L'aristocratico respinge le catene di un'eredità soffocante per cercare una libertà autentica. La vita cambia. Attraverso la stesura de La quercia nel tempo, lei ripercorre il proprio legame con la nobiltà dei Sackville, intrecciando i passi tra le montagne lontane e le sale austere dell'antica tenuta. Questo viaggio metamorfico attraverso l'identità si sgretola infine contro la realtà del 1928, anno in cui ogni certezza del passato svanisce, lasciando solo la necessità di dare forma a un poema che sopravviva allo scorrere delle epoche. Le stanze di Knole si svuotano dei fasti nobiliari mentre lei stringe tra le dita le pagine scritte in un'esistenza che si rifiuta di essere confinata entro i limiti di una singola biografia.
Il volto di Orlando si riflette in una lastra di vetro, catturando l'ultimo bagliore di un secolo che non appartiene più a nessuno.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa modernista europea.
✔ Appassionati di letteratura inglese del primo Novecento.
Perché è diverso
Il testo decostruisce il formato biografico trasformandolo in un'esplorazione fluida della coscienza che trascende il tempo lineare. L'integrazione di elementi autobiografici legati alla famiglia Sackville offre una chiave di lettura inedita sulla genesi dell'opera.
Dettagli Bibliografici
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