Un battito di ciglia interrompe il frastuono di Bond Street mentre il rintocco del Big Ben scandisce l'inizio di una giornata sospesa nel tempo.
Clarissa Dalloway attraversa Londra in una mattina di giugno, intrecciando i preparativi per un ricevimento serale con i frammenti sparsi di una giovinezza che sembra ormai irrimediabilmente lontana.
Il negozio di fiori accoglie i passi incerti di Clarissa, immersa in un flusso di coscienza londinese che riflette il peso sottile delle aspettative sociali e l'eco di scelte compiute decenni prima a Bourton.
Silenzio tra le stanze.
Ogni vetrina riflette lo sguardo di passanti sconosciuti, mentre il pensiero vaga verso la figura di Septimus Smith, figura tormentata che condivide con la protagonista la medesima precarietà esistenziale post-bellica nel cuore pulsante di una città che muta incessantemente.
Le parole si moltiplicano, trasformando il gesto quotidiano di acquistare fiori in un labirinto di angosce e memorie che riaffiorano prepotenti tra il fragore delle carrozze e l'indifferenza del marciapiede.
Un velo di seta scivola sulle spalle di Clarissa mentre il riverbero della sera promette solo il ritorno di ombre mai del tutto sopite.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa modernista inglese.
✔ Cultori delle sperimentazioni stilistiche nel primo Novecento.
Perché è diverso
La struttura narrativa annulla la distinzione tra interno ed esterno, mappando la geografia emotiva di Londra attraverso la simultaneità di coscienze diverse. L'opera si distingue per l'uso pionieristico dello stile che dissolve la trama lineare in favore di un'immersione profonda nelle percezioni soggettive dei protagonisti.
Dettagli Bibliografici
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