Alimentazione Storia Libri
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- 9791282517072 Street food. Il cibo di strada nella storia
Nutrire il corpo, nutrire l'anima nel medioevo Crisciani C. (Cur.) Grassi O. (Cur.) - Edizioni Ets, 2017 - Philosophica
Anche quando si tratta di cibo, il medioevo presenta aspetti assai interessanti, alcuni a noi ancora vicini, altri così remoti da risultare quasi esotici al nostro gusto. Di quell'epoca, prima della svolta colombiana e priva di molti ingredienti delle nostre moderne diete, conserviamo parole, prodotti, modi di cucinare, di cui spesso si ignora la provenienza. Noi italiani al mattino facciamo colazione, senza ricordarci del breve pasto serale dei monaci accompagnato dalla letture delle "Collationes" di Cassiano, come prescriveva la Regola di s. Benedetto; ci può capitare di gustare squisite pietanze, senza considerarle un atto di "pietas", compiuto da chi offriva un cibo da dividersi in due; trascorriamo ore liete con dei buoni compagni ("cum pane", chi condivideva lo stesso cibo); cuciniamo uova "a la coque" (affogate "in aqua cocta"), assaggiamo la ricotta (il "recottum lac" in uso a Cluny). Si beve la birra, della cui invenzione raramente si ringraziano i "barbari" con la loro "cervogia" e i monaci benedettini; e ci si rallegra col vino, di cui c'era bisogno anche per la Messa, e perciò la coltivazione della vite si diffuse anche molto a nord; usiamo ancora le spezie e le erbe aromatiche, molto apprezzate nel medioevo e usate anche per la cura dei malati. Può anche capitare, in qualche regione, di assaggiare dei mostaccioli simili a quelli che Jacopa dei Settesoli portò a Francesco, poco prima della sua morte, e possiamo mangiare focacce (gli sformati posti sotto la cenere del "focus"), torte (pane tondo) e grissini (da "gresa", grasso). Particolarmente rilevante è poi il valore e il significato che il nutrimento, e ciò che intorno ad esso si è stratificato - dal gusto al digiuno, dalle opere di misericordia a specifici peccati, dal ruolo materiale del cibo a quello simbolico, dalla cura del corpo alle necessità dell'anima, dall'inventiva culinaria alla disciplina delle diete - ha avuto nel pensiero medievale cristiano. Alcuni fra gli scritti, le riflessioni, le discussioni che, intorno al cibo e al nutrimento, si sono sviluppati in quella cultura, sono presentati in questo volume.
Il regime alimentare dei monaci nell'Alto Medioevo Petrosillo Lorenzo - Edizioni Saecula, 2017 - Il Tempo Nel Tempo
All'interno della giovane cristianità, il monachesimo enfatizza la brusca frattura non solo con gli stili di vita alimentari della tarda e declinante antichità romana, ma anche rispetto alla coeva aristocrazia germanica, vorace di carni animali sanguinolente, di sensualità e di violenta libido dominandi. Il monaco benedettino, in quanto illuminato dalla grazia celeste, non si rassegna a subire le degenerazioni di un mondo fratturato dal peccato originale ma, all'opposto, si sforza di ricostruire nel cenobio una societas che rechi in sé quantomeno le tracce dell'archetipo progetto divino: sobrietà, mitezza di cuore, senso del limite e orrore del sangue dei viventi determinano il suo atteggiamento riguardo il cibo. L'autore esplora in questo breve testo introduttivo il disciplinamento del regime alimentare monastico nel medioevo, con i suoi presupposti teologici e culturali e lo inquadra nel più ampio contesto storico rappresentato dall'incontro-scontro tra romanità e germanesimo.
Formaggi in tavola. Commercio e consumo del formaggio nel basso Medioevo. Un contributo dell'Archivio Datini di Prato Giagnacovo Maria - Aracne, 2008 -
Le fonti aziendali, in particolare alcuni registri della contabilità analitica, offrono una preziosa testimonianza sul peso del consumo del formaggio, di tanti formaggi, nel regime alimentare del ceto mercantile bassomedievale. Questi documenti, inoltre, regalano un importante contributo, attraverso la puntuale ricostruzione dei costi e delle spese della commercializzazione, per la definizione della reale capacità di circolazione dei formaggi, alcuni già molto noti, dalle aree di produzione ai mercati, spesso lontani, di consumo.