La preparazione della lepre al civet, con la sua lenta marinatura nel vino rosso e la cottura in umido, funge da perno narrativo per rievocare il bagaglio culinario dell'infanzia.
Giorgio Conte intreccia le rigorose istruzioni tecniche per la riuscita del piatto, ereditate direttamente dalla cucina di nonna Tilde, con memorie personali di battute di caccia e vicende quotidiane. Il volume esplora il legame tra la tradizione gastronomica piemontese e le influenze medievali d'Oltralpe, trasformando il procedimento in un racconto che spazia dalla selezione degli aromi alla gestione delle cotture prolungate. L'approccio combina il rigore della ricetta storica con una vena ironica, documentando con precisione il valore affettivo e culturale che questa specifica selvaggina riveste nella memoria conviviale dell'autore.
Per chi è
✔ Appassionati di cucina regionale e storica
✔ Lettori interessati a biografie e memorie personali
Perché è diverso
A differenza dei comuni ricettari, il testo eleva la preparazione di una singola pietanza a vero e proprio dispositivo mnemonico, alternando indicazioni culinarie autentiche a una narrazione biografica ironica.
Dettagli Bibliografici
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