Il treno per Nizza trascina via le ultime tracce di un nome e di una vita che non appartengono più a nessuno.
Mattia Pascal, bibliotecario ligure intrappolato in un’esistenza soffocante, coglie una singolare coincidenza fortuita per abbandonare la propria identità e rinascere sotto le spoglie di Adriano Meis.
La biblioteca di Miragno diventa solo un ricordo lontano mentre l’uomo cerca di costruire un’esistenza fondata sulla finzione assoluta tra i vicoli di una nuova realtà urbana. Il peso del passato svanisce. Questa fuga dal proprio cognome si scontra presto con l’impossibilità di possedere una biografia, rendendo ogni gesto di Adriano Meis una messinscena destinata a crollare sotto la pressione dell’anagrafe. La ricerca di una libertà senza identità trasforma l'uomo in un estraneo perennemente in bilico, condannato a osservare lo scorrere degli eventi dal margine gelido di una menzogna che non ammette alcuna autentica partecipazione alle vicende umane.
Il fu Mattia Pascal siede ora nel buio della sua biblioteca, spettatore di un'ombra che non ha più diritto di essere uomo.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa psicologica di inizio Novecento.
✔ Chi apprezza la letteratura della crisi identitaria.
Perché è diverso
La narrazione scardina il concetto di individuo attraverso un paradosso esistenziale che trasforma l’anagrafe in un’insormontabile prigione sociale. L’aggiunta dell’autentica avvertenza di Pirandello offre una prospettiva critica capace di svelare gli ingranaggi di questa costruzione metamorfica.
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