L’azzurro del Mediterraneo si increspa contro lo scafo mentre una comitiva di adolescenti senza guida reclama l’attenzione di Martin Boyne.
In viaggio tra le rotte marittime, Martin incontra un gruppo di giovani nomadi abbandonati a se stessi, legandosi in particolare alla quindicenne Judith e tentando di proteggerli dall’incuria dei loro genitori.
L'atmosfera sospesa della crociera si infrange contro la realtà di ragazzi lasciati soli nei saloni vuoti dei piroscafi, dove Judith gestisce le necessità quotidiane dei fratelli minori con una durezza appresa per pura sopravvivenza.
Tutto muta.
Le distanze tra la solida morale borghese di Martin e la ferma indipendenza di questi giovani si assottigliano, portando l'uomo a interrogarsi sui vuoti lasciati dalle feste mondane veneziane dove i genitori consumano vacanze distanti da ogni affetto.
La protezione iniziale scivola in una complicità inaspettata tra mondi divergenti, intrecciando esistenze che rifiutano le convenzioni sociali imposte.
Attraverso questa crociera di giovani nomadi, le certezze di Martin si sgretolano sotto l'urto di una lealtà generazionale autonoma che sfida la supervisione adulta, trasformando ogni gesto di cura in una rottura definitiva con il conformismo dell'epoca.
Il riflesso di Martin nel vetro del salone non rimanda più l'immagine di un uomo integerrimo, ma quella di un complice silenzioso dei segreti di Judith.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa psicologica di inizio Novecento.
✔ Chi apprezza le cronache sociali dell'alta società.
Perché è diverso
La narrazione scardina il rapporto di autorità tra adulto e minore, ribaltando il ruolo del mentore che finisce per essere educato dalla precocità dei giovani. L'ambientazione cosmopolita si contrappone all'isolamento emotivo dei personaggi, creando un conflitto generazionale privo di facili risoluzioni morali.
Dettagli Bibliografici
Tantissimi libri in promozione sconto
