Il sangue scivola lungo la lama di bronzo, macchiando le sabbie roventi che circondano il palazzo di Tebe.
Taita, generale dell'esercito egizio, tenta di proteggere il trono tra cospirazioni interne e assedi militari che minacciano di cancellare la gloria dei faraoni.
Le truppe nemiche premono ai confini mentre l'autorità del sovrano vacilla sotto il peso di intrighi palatini mai visti prima. Taita scruta l'orizzonte, consapevole che ogni decisione tattica potrebbe trasformarsi nel preludio di un crollo definitivo per l'intera dinastia.
L'impero trema.
Il nemico più insidioso non cavalca carri da guerra stranieri, ma siede alla destra del sovrano, tessendo trame oscure che corrodono la stabilità interna della corona. Questa congiura nell'antica Tebe trasforma ogni salone del palazzo in un campo di battaglia dove la lealtà viene barattata per una posizione di potere assoluto.
L'anziano stratega deve gestire un conflitto per il trono egizio che rischia di logorare le difese militari proprio nel momento in cui l'integrità del regno è esposta alla minaccia costante di forze esterne pronte a varcare il confine.
L'ombra del tradimento si allunga sulle fondamenta dell'impero, rendendo incerto il destino di chiunque scelga di restare fedele al proprio sovrano.
Per chi è
✔ Lettori di epopee ambientate nell'antico Egitto.
✔ Appassionati di romanzi storici su intrighi di corte.
Perché è diverso
Il testo sposta il fulcro dell'azione dal campo di battaglia alla claustrofobica tensione di una corte reale in disgregazione. La narrazione intreccia la responsabilità bellica del protagonista con il logorio psicologico causato da una minaccia interna radicata nella genealogia stessa del faraone.
Dettagli Bibliografici
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